L'incredibile "scoperta" sul Napoli che era sotto gli occhi di tutti
Antonio Conte sta entrando via via nella testa dei suoi calciatori che hanno capito qual è la strada da percorrere per andare d'accordo con lui.

"Il Napoli sembra un'altra squadra rispetto allo scorso anno, merito del mercato". Un pensiero di tanti, tuttavia non è del tutto così. Se andiamo a vedere la formazione che è scesa in campo a Cagliari, ci possiamo rendere conto che Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Anguissa, Lobotka, Politano, Kvartskhelia, ed inoltre Mazzocchi più Simeone e Olivera (che sono entrati dopo), c'erano anche lo scorso anno. E soprattutto l'anno prima, quello dello scudetto. E dunque qual è la "scoperta" (dell'acqua calda) che era sotto gli occhi di tutti? Semplice: la squadra andava ricostruita soprattutto sul piano dell'ordine e della guida perché dopo gli addii di Spalletti e Giuntoli, il presidente De Laurentiis aveva immaginato fosse facile gestire tutto da uomo solo al comando.
Antonio Conte, in barba a chi chiedeva di smontare la rosa cedendo tutti o quasi, ha preferito chiedere acquisti mirati per rigenerare i reparti e per recuperare lo spirito di quei singoli che erano stati protagonisti della cavalcata che portò il tricolore sulle maglie azzurre. Ma niente rivoluzioni totali e lo fece capire sin da subito per poi parlare dello scudetto come un pericoloso tranello. E' arrivato Lukaku (chiave di volta) in attacco al posto di uno svuotato Osimhen (che ormai da tempo voleva andare via), è arrivato Buongiorno (a prendere il timone in difesa), sono arrivati McTominay e Gilmour che hanno fatto capire ad Anguissa e Lobotka che perdere il posto non è poi così difficile se non capisce fino in fondo il lavoro da fare con Antonio Conte.
E ora chi giocherà a Torino contro la Juventus? Più o meno la stessa formazione che è scesa in campo a Cagliari? Probabilmente sì, con Neres, Simeone, Raspadori e i due scozzesi pronti a subentrare perché loro, ad oggi, rappresentano - ovviamente insieme agli altri compagni - la vera marcia in più del Napoli perché chi va in campo sa che l'aria che tira, con il timoniere salentino, è molto diversa da quella dello scorso anno e tutto va canalizzato in una sola direzione: dare soddisfazioni e rispettare il popolo partenopeo.
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