L'editoriale di Cucci: "Ho più esperienza di Sarri. Ci sono i perdenti nati che godono comunque..."

Il noto giornalista ed opinionista sportivo ha espresso alcune considerazioni sul Napoli nel suo consueto editoriale per il quotidiano campano.
Vi proponiamo l'editoriale di Italo Cucci per Il Roma: "Gigio ha pensato a Gigi. Alla sua rabbia, al suo dolore per la beffa madrilena. Come un figlio - ha neanche vent’anni, Buffon il doppio - ha trovato il modo di consolarlo alla centesima partita con la strepitosa parata su Milik al 92’ che sul web è già definita la parata-scudetto. Della Juve. Che adesso, domata la Sampdoria con una classica tripletta - piena e felice, non come quella del Bernabeu - vola a più 6 dal Napoli e l’aspetta il 22 aprile allo Stadium per l’ultimo e decisivo appuntamento".
"Poteva essere “L’OK Corral”, ci saranno comunque bòtti, anche gol perché no napoletani, ma il sospetto che i giochi siano fatti è forte. Ma torno a Donnarumma, prima di fare i conti-scudetto. Rileggendo vecchie parole di Buffon (all’alba del nuovo anno) ho pensato che il futuro di Gigio non dev’essere granché misterioso. Barça, Real, Paris S.G.? E se fosse semplicemente Juventus? Disse Buffon, a Capodanno:” «Gigio, se vieni alla Juve non sbagli... Dipende da cosa ti vibra dentro l’anima... ». L’avete visto dopo la parata su Milik? “Good Vibrations” - scrisse Brian Wilson per i Beach Boys, e anche se parlava di baubau ci insegnò a scovare quello ch’era nascosto nei nostri cuori. Scusate la poesia, la spengo subito: Gigio è di Raiola, la Juve opera da anni con Raiola, portato a Torino da Nedved. I conti tornano. Sono a metà dello spazio concesso e non ho cuore ad affrontare la drammatica fermata del Napoli a San Siro. Dico fermata, non caduta, perché sei giornate alla fine - duello faccia a faccia compreso - sono tante. Mi secca piuttosto ripetere quel che ho già scritto più volte: l’amaro stupore nell’ascoltare le cronache di Milan-Napoli dove si diceva di napoletani stanchi; stupore perché Sarri viene giustamente definito “maestro”, ci ha fatto vedere la bellissima realizzazione di idee coraggiose, innovative, ma se gli dicevo di giocare tutto, Coppitalia, Champions, Europa League è perché ho più esperienza di lui e ho sempre visto i grandi club dotati di ottimi giocatori affrontare ogni impegno per vincere, non per sbalordire i borghesi rivelandogli formule magiche. A Napoli fino a ieri hanno sognato che la Juve impegnata su tre fronti, la Juve massacrata a Madrid, si sarebbe prima o poi presentata con la lingua a penzoloni e invece rieccola, Giovane Signora, archiviati i rigori velenosi, presentarsi alla fastidiosa Sampdoria con un Douglas Costa pazzesco, tre assist tre gol, e addirittura con un Howedes che sembrava essersi perso a Vinovo, resuscitato in gol dal Messia Allegri (bisogna pur dirli, i meriti del Mister Gran Simpatico). Qualcuno ha sbagliato i conti, eppure i napoletani - il popolo che da solo ha battuto il Chievo e purtroppo non poteva riempire San Siro - meritano ancora una chance di vittoria. La consacrazione di Sarri passa di lì. Vincere è l’unica cosa che conta. Poi ci sono i perdenti nati che godono comunque. Ma quella è un’altra storia".







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