Juventus-Napoli dalla A alla Z: l'equivoco "sacchetto", l'approccio letale e la buona notizia per De Laurentiis

Horror, allo Stadium per il Napoli è sempre un film duro da vedere. Continua la maledizione nello stadio bianconero.
A pproccio letale: da un lato un Zaza affamato che entra e risolve il match, dall'altro un Mertens spaesato ed autolesionista.
B otta dolorosa, lo scontro tra Khedira e il compagno Bonucci che ha poi costretto il difensore ad uscire dal campo. Sarà anche antipatico, ma Bonucci ha mostrato orgoglio e carattere togliendo dalla testa di Higuain un pallone che chiedeva solo di essere spinto in rete.
C apitano addormentato: Hamsik fuori dalla gara per tutto il secondo tempo. Ne ha indovinate davvero pochissime.
D irezione di gara con poche sbavature: Orsato si è dimostrato all'altezza della situazione.
E logio della follia, Sarri aveva chiesto un match a testa alta. E' stato accontentato, è mancato un pizzico di coraggio in più.
F arsa più che pretattica: Khedira stava benissimo, altro che nascondino dei giorni precedenti. Alla Juve non servono questi giochetti.
G arra. Il Napoli ha perso, ha mollato il primo posto, ma una cosa non è mai mancata, dall'inizio alla fine: la voglia di lottare su ogni pallone, di non cedere mai un centimetro. Un termine sudamericano con un volto sudamericano su tutti gli altri: Allan Marques Loureiro, uno scricciolo di 1,70 che morde le caviglie al gigante Pogba, al punto da uscire letteralmente stremato a pochi minuti dal termine. Undici leoni: mai come quest'anno la metafora è azzeccatissima.
H orror, allo Stadium per il Napoli è sempre un film duro da vedere. Continua la maledizione nello stadio bianconero.
I ngabbiato: Higuain chiuso nella morsa di Barzagli e da feroci marcature preventive. Pochi i palloni giocabili.
L inee tra i reparti delle due squadre, sempre molto basse, reparti stretti, nessuna delle due squadre in campo ha osato. Anzi, a giudicare dal possesso palla e dal pallino del gioco, il Napoli avrebbe meritato almeno il pareggio.
M isunderstanding. Lo scandalo per quella 'sacchetta' arrivata a Reina è in realtà un grosso equivoco: era un'accozzaglia di fogli in plastica che ad inizio gara avevano fatto da coreografia (bianco-nera) allo Stadium. L'ironia sull'episodio potrebbe sprecarsi, ma almeno non si tratta di razzismo. Una volta tanto.
N ervi saldi: riprende subito la corsa del Napoli. Europa League, poi il Milan e la Fiorentina. Sono settimane delicate per Sarri e soci.
O cchi puntati solo sui vari Dybala, Pogba, Higuain, Insigne... Ma anche Allan e Hysaj sono campioni veri!
P anchina, la differenza tra Juve e Napoli sta anche lì: Allegri pesca Zaza, Rugani, Alex Sandro, può inventare e cambiare modulo. Sarri, soprattutto in mediana, ha poche scelte.
Q uestione di centimetri, Albiol vicino al gol: sulla ribattuta di Buffon, da pochi passi, lo spagnolo conferma di essere un ottimo difensore.
R egolamento: gli scontri diretti, prima discriminante da tenere in considerazione in caso di arrivo in parità, infatti, sono perfettamente in parità (tre punti a testa, non valgono i goal segnati in trasferta), così come la relativa differenza reti negli scontri diretti. In caso di pari punti quindi verrebbe presa in considerazione la differenza rete totale in campionato tra goal fatti e subiti ed il Napoli in questo momento è in vantaggio sui bianconeri.
S portività di Allegri e Buffon, a fine gara i due dichiarano: "Sconfitta ingiusta per gli azzurri, ci sarà da soffrire fino alla fine".
T remila i tifosi napoletani che sono accorsi all'aeroporto per rincuorare la squadra dopo la sconfitta: per qualcuno è eccessivo, per altri è un grande amore.
U no, uno solo. Un solo maledettissimo punto tra Napoli e Juventus. Sarà battaglia dura fino alla fine: ci potete giurare!
V uoto Champions in classifica, alle spalle di Juventus e Napoli c'è una voragine. Ottima notizia per De Laurentiis che sogna il ritorno nell'Europa che conta.
Z ero. Un numero alla casella gol fatti che ai partenopei mancava dallo scorso anno: Napoli-Roma 0-0. Anche la Juve si è dimostrata capace di serrare bene gli spazi (con un atteggiamento un po' provinciale) e chiudere le opzioni di triangolo agli azzurri. Un piccolo campanello d'allarme: ecco una variante tattica su cui può lavorare mister Sarri per fare un altro passo avanti.








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