Inzaghi tocca il pallone ancora in gioco e non è stato espulso, Dotto fa chiarezza (FOTO)

"L'intento dell'allenatore dell'Inter è quello di fermare il pallone dopo che è uscito dal terreno di gioco", analizza Dotto.
Perché Simone Inzaghi, allenatore dell'Inter, non è stato espulso pur avendo toccato il pallone quando era ancora in gioco nel corso della sfida contro lo Spezi poi persa 2-1? Se lo chiede Massimo Dotto sulla pagina "Regolamento del giuoco del calcio e casistica". Questa la sua analisi: "Sgomberiamo il campo dei dubbi: la scelta dell'arbitro è lecita. C'è un però. Il però è che, a mio parere, la gestione degli allenatori in Serie A è oltremodo permissiva, e tale situazione mette molto in difficoltà gli arbitri nelle categorie inferiori in cui si richiede solitamente molta più attenzione e severità. Vorrei veramente molta più severità soprattutto nel far loro rispettare i confini dell'area tecnica.
Ma veniamo alla spiegazione disciplinare e tecnica dell'episodio.
Per i dirigenti, e l'allenatore è considerato un dirigente, tra le infrazioni che portano all'espulsione c'è:
”entrare sul terreno di gioco per
[...]
• interferire con il gioco, con un calciatore avversario o con un ufficiale di gara"
Evidentemente non è questo il caso perché l'intento dell'allenatore è quello di fermare il pallone dopo che è uscito dal terreno di gioco e non ha intenzione di interferire con il gioco. Vuole solo velocizzare la ripresa di gioco della propria squadra.
Per quanto riguarda la possibile ammonizione, il regolamento dice
"Le infrazioni passibili di ammonizione includono (ma non sono limitate a):
- non rispettare chiaramente / ripetutamente i confini della propria area tecnica"
Si tratta quindi di una infrazione che può portare all'ammonizione? A mio avviso decisamente sì perché il punto in cui l'allenatore tocca il pallone è chiaramente oltre la linea dell'area tecnica e il pallone è chiaramente sulla linea perimetrale.
MA
Come detto la gestione degli allenatori è decisamente molto permissiva in Serie A e quindi la decisione dell'arbitro di non estrarre il cartellino giallo appare in linea con il permissivismo che vediamo in Serie A e, come detto, può starci non sanzionare disciplinarmente, non considerando quell'azione "non rispettare chiaramente i confini della propria area tecnica".
Per quanto riguarda il fatto di toccare il pallone quando è ancora in gioco con l'intento di velocizzare una propria ripresa di gioco non c'è niente di specifico anche se ricordiamo che l'elenco riportato nel regolamento è solo di esempio dei vari comportamenti che portano ad una sanzione disciplinare.
Per quanto riguarda la decisione tecnica, non c'è alcun dubbio che sia calcio di punizione diretto nel punto della linea perimetrale più vicino al punto in cui l'allenatore ha toccato il pallone.
"Se il gioco viene interrotto e l’interferenza era da parte di
• un dirigente, un calciatore di riserva, sostituito o espulso, il gioco riprende con un calcio di punizione diretto o di rigore".









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