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Inter-Napoli, pagelle: Juan Jesus uomo vero e maturo. Il voto a Meret e Calzona

Prova strepitosa del difensore brasiliano, anche Meret e Lobotka sono in serata. Male Olivera e in parte Di Lorenzo e Anguissa.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

18/03/2024 03:00 - Campionato
Inter-Napoli, pagelle: Juan Jesus uomo vero e maturo. Il voto a Meret e Calzona
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Dopo le rispettive sconfitte di Madrid e Barcellona, con eliminazione dalla Champions League, Inter e Napoli danno vita alla partita del passaggio di consegne: i futuri campioni d'Italia contro quelli in carica. Al Meazza finisce 1-1: sul finire di un primo tempo in equilibrio o quasi, al 43' arriva il gol di Darmian; all'81', invece, il gol dell'ex Juan Jesus. Per i nerazzurri il vantaggio sul Milan secondo rimane di 14 lunghezze con 9 incontri da giocare (tra i quali il derby di ritorno), mentre per i partenopei il punto muove di poco la classifica in ottica quarto posto che vale l'accesso ai gironi della prossima Champions. Mister Francesco Calzona, da quando siede sulla panchina del partenopei è comunque ancora imbattuto in campionato.
Inzaghi sceglie i titolarissimi, mentre il tecnico dei partenopei non rischia Osimhen: al centro dell'attacco c'è Raspadori. Sugli scudi, per gli azzurri, c'è subito Juan Jesus, che salva su Thuram e Lautaro, e Meret, che vola tra i pali in almeno 3 occasioni. Il Napoli però non è passivo e ci prova con Kvaratskhelia e Traoré, preferito al futuro nerazzurro Zielinski. Gli ospiti confermano il miglior possesso palla della Serie A (oltre il 60%) ma non calciano verso la porta. E così l'Inter ha le migliori occasioni. Al 43', infatti, i nerazzurri vanno in vantaggio sfruttando l'ennesima voragine tra le due linee - difesa e mediana - degli azzurri. Lautaro recupera un pallone sulla destra, poi manovra avvolgente al limite dell'area, Bastoni crossa e Darmian fredda Meret. Nel secondo tempo esce l'ammonito Pavard ed entra Bisseck. Di Lautaro e Thuram le prime occasioni, poi Kvara dalla distanza prova a sorprendere Sommer a sporcarsi i guanti. Calzona toglie Traorè e inserisce Cajuste, dunque Mario Rui e Simeone. E' poi Anguissa a sbagliare da posizione favorevole. Inzaghi toglie Lautaro e Dimarco, dentro Sanchez e Dumfries. All'81', da un calcio d'angolo contestato battuto da Politano, arriva la spizzata di Bastoni e la rete di Juan Jesus. Entra Buchanan, poi nei secondi finali Lindstrom e Ngonge, ma il punteggio non cambia. Le pagelle di Areanapoli.it.

Meret: 7,5. E’ giusto esaltarlo per le grandi parate in avvio su Darmian e Lautaro, così come è giusto criticarlo quando sbaglia. Tiene a galla il Napoli anche nel secondo tempo, reattivo su un bolide (deviato) di Dimarco. 

Di Lorenzo: 5. Non è più, da tempo, il capitano degli anni precedenti. In netto calo, a tratti è irriconoscibile nelle grinfie di Dimarco. Commette errori non da lui, non bastano alcune sgroppate in affondo per strappare la sufficienza. E’ una stagione difficile, ma dopo annate incredibili ci può anche stare. Nel finale è comunque arcigno e prezioso.

Rrahmani: 6,5. Thuram non trova spazi. Discreta anche l’impostazione dalle retrovie. Davanti aveva comunque Lautaro e i futuri campioni d’Italia.

Juan Jesus: 9. Quando ha commesso errori è stato “massacrato” e questa volta è giusto dargli un voto altissimo. Al di là del gol (dell’ex) che consente al Napoli di pareggiare a San Siro, alza un muro invalicabile a tutto campo. E’ il migliore in assoluto. Oltre alle questioni tecnico-tattiche si dimostra uomo vero e maturo: mette a posto l’irrispettoso (per non dire altro) Acerbi (che gli dà del “ne**o), poi accetta le sue scuse e chiude la pratica con grande superiorità. Lautaro e Barella si schiantano addosso a lui, che a Milano ha rappresentato al meglio quel che resta dell’orgoglio dei campioni d’Italia in carica al cospetto dei futuri campioni d’Italia. Complimenti anche per come ha alzato la voce con l’arbitro pur non essendo il capitano.

Olivera: 5. Lento, in affanno, timoroso, poco reattivo come in occasione del gol di Darmian. A tratti impalpabile. Dal 74' Mario Rui: 6. Il piedino fatato e le sovrapposizioni gli consentono di tenere la squadra in alto evitando pressioni avversarie di troppo.

Anguissa: 5,5. Svirgola un pallone da posizione favorevole fornendo a tutti un’altra sintesi della sua stagione da dimenticare. Un primo tempo con qualche guizzo e tanti blackout: mancano brillantezza e idee.

Lobotka: 7-. Un baluardo di inestimabile valore considerando che deve fare gli straordinari anche per i compagni. Rimedia un cartellino giallo (arbitro inutilmente severo), ma non si fa condizionare e col passare dei minuti cresce l’intensità nei duelli e nella conduzione di gioco.

Traorè: 6,5. In notevole crescita in entrambe le fasi. In taluni spunti palla al piede è imprendibile e fa ammonire Barella (perdonato troppe volte da direttore di gara). Prova a rendersi pericoloso in area e lotta come un leone. Buone sensazioni sul futuro. Dal 70’ Cajuste: 6. Belli i duelli con Frattesi dai quali esce spesso vincitore. Più ispirato del solito sia in marcatura sia quando c’è da creare gioco.

Politano: 6-. Primo tempo per nulla memorabile, si prende poche responsabilità e in ripiegamento non garantisce tonicità. Nella ripresa l’intesa con Di Lorenzo migliora, ed è lui a battere il corner dal quale nasce il gol del pareggio. Dal 91’ Lindstrom: sv. Una palla ha sui piedi e sbaglia le scelte.

Raspadori: 5. Sparisce nelle maglie nerazzurre, il ruolo di prima punta non è il suo. Si muove tanto in cerca d’autore, ma brancola nel buio. Dal 75' Simeone: 6-. Un buon colpo di testa e tanta densità in area in cerca di profondità. Non era facile fare bene vista l’ennesima bocciatura, ed in effetti non gioca benissimo. Tuttavia  avrebbe meritato fiducia dal primo minuto.

Kvaratskhelia: 6-. Un solo tiro dalla lunga distanza, poi tanta fatica anche perché Olivera non gli dà man forte. Prova ad accendersi quando entra Mario Rui, ma la giocata illuminante non arriva. Dal 91' Ngonge: sv. Anche lui, probabilmente, avrebbe meritato qualche minuto in più.

All. Calzona: 6. Il Napoli non ha ancora ingranaggi apprezzabili, soprattutto in difesa, ma almeno ha orgoglio e lotta fino alla fine. In campionato è ancora imbattuto e la lotta per il quarto posto è aperta, tuttavia serve il cambio di passo per poter sperare ancora. I cambi lasciano più di qualche perplessità: toglie Traorè, che stava facendo bene, fa entrare Simeone troppo tardi, e Lindstrom e Ngonge addirittura ad una manciata di secondi dalla fine.

Acerbi: 1. E’ un bravo ragazzo, come dice Juan Jesus. E’ un buon giocatore, come dicono gli esperti. Ma se davvero ha detto “sei un ne**o” al difensore brasiliano del Napoli, dovrebbe essere squalificato e non per poche settimane.

Arbitro La Penna: 4. Mentre dirige bene e con equilibrio nelle valutazioni, improvvisamente diventa severo con gli ospiti e permissivo con i padroni di casa.


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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