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Insigne e Mertens come Bebeto e Romario più un tocco di Baggio nell'Aion di Carmelo Bene


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Pubblicato nella sezione Campionato
Insigne e Mertens come Bebeto e Romario più un tocco di Baggio nell'Aion di Carmelo Bene

Ciro e Lorenzo hanno regalato momenti di calcio purissimo: coppia di bassa statura ma di elevata cifra tecnica come quella del Tetra Campeao.


"Cosa c'è a Eindhoven?", chiede Ronaldo. «Freddo», risponde 'o Baixinho'. «E poi?» «La Philips». «E poi?», insiste Ronaldo. «Basta. Il freddo e la Philips», tronca Romario. Stralci di un dialogo che ebbe luogo ai mondiali americani del 1994, tra un giovanissimo diciottenne di nome Ronaldo e il miglior giocatore al mondo in quegli anni, insieme a Baggio, Romario. Eindhoven, nella regione del Brabante, uno dei luoghi più freddi d’Europa. Un terra florida per l’esplosione dei futuri profeti del gol. Anche Dries Mertens prima di divenire Ciro, ha fatto sognare il Philips Stadium come i due verdeoro, sarà che come diceva Romario a Ronaldo "lì ti insegnano bene a giocare con la palla e soprattutto c’è poca pressione".


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Già, il Brasile, che ricorre soprattutto questa sera dopo che Dries Mertens ha superato, nel numero di reti, forse i 9 più forti della storia azzurra: Antonio Careca e Josè Altafini. Quando il fiammingo si muove nell'Aion (l’immediato, l’attimo degli stoici) e non nel Kronos, fa dei gol micidiali, direbbe Carmelo Bene. Ciro e Lorenzo, questa sera hanno regalato momenti di calcio purissimo: una coppia di bassa statura ma di elevata cifra tecnica come quella che regalò al Brasile il Tetra Campeão (quarto titolo mondiale a USA 94) vale a dire Bebeto e Romario: il San Paolo e Ancelotti sognano.


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Fabio Gentiluomo


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