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Inchiesta ultras, Tuttosport contro l'Inter: "Chi lo dice alla Juve? La giustizia dipende dalla maglia"

Critiche nei confronti del patteggiamento di Simone Inzaghi e Hakan Calhanoglu e sulla gestione della vicenda con il "minimo rumore possibile".


Gianluca VitaleGianluca VitaleGiornalista

03/05/2025 13:32 - Campionato
Inchiesta ultras, Tuttosport contro l'Inter: Chi lo dice alla Juve? La giustizia dipende dalla maglia
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Simone Inzaghi e Hakan Calhanoglu hanno patteggiato. L'inchiesta ultras ha fatto rumore, ma alla fine è come "deflagrata" con il solito accordo per limitare il più possibile eventuali danni. L'edizione odierna di 'Tuttosport' ne parla in maniera critica.

"Se la giustizia non è uguale per tutti non è giustizia. E’ qualcos’altro e fa quasi paura scoprire cos’è. Ma senza giustizia non può esserci pace; e infatti, nel calcio italiano non c’è pace da vent’anni perché la disparità di trattamento, da Calciopoli in poi, continua a scavare un solco di rabbia e frustrazione che divide chi vede applicazioni diverse delle stesse regole. Il patteggiamento di Simone Inzaghi e Hakan Calhanoglu aggiunge un altro spinoso capitolo delle incongruenze che la giustizia sportiva ha scritto dal 2006 a oggi. Chiariamo: il patteggiamento che riduce da due a una giornata la pena ci sembra giusto. Ma come si può spiegare ai tifosi della Juventus che hanno visto il loro club e il loro presidente trattati in maniera completamente differente nel 2017? Può bastare il dettaglio giuridico che il patteggiamento, allora, non esisteva? No, perché Agnelli prese 12 mesi (poi ridotti a 3) e la società beccò 700mila euro di multa".


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"No, perché il caso - ricorda il giornale piemontese - venne trattato dalla Procura Federale con un approccio meno garantista; il club e i suoi dirigenti furono sbattuti in prima pagina, associati senza particolari distinguo alla Ndrangheta con la quale era stata lasciata intendere una sorta di convivenza".

"A distanza di otto anni - aggiunge il quotidiano - la Procura Federale è intervenuta in modo felpato, agendo con discrezione fino all’ultimo atto, la cui diffusione il primo maggio ha un tempismo singolare e garantisce, senza quotidiani il giorno dopo, il minimo rumore possibile. Insomma, da una parte uno sputtanamento pesante e infamante, dall’altra una garbata sordina".

"Ancora una volta, a milioni di juventini non tornano i conti e torna la sgradevole sensazione di una giustizia sghemba, che guarda il colore della maglia prima di modulare le sue decisioni. Come fa, oggi, il sistema della giustizia sportiva a ritenersi credibile di fronte a tali discrepanze? E come fa il sistema calcio ad accettarlo?".


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Gianluca VitaleGianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.

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