Il rumore della minoranza copre la maggioranza assoluta. Cannavaro e il video shakespeariano

Una tragicommedia perfetta per i suoi contenuti: l'illusione al gol di Mertens, la disperazione per l'errore di Hamsik e poi l'impeto quando Milik ha ritrovato la strada della rete perduta.
Much Ado About Nothing, “Molto rumore per nulla”, è una commedia teatrale scritta da William Shakespeare tra l'estate del 1598 e la primavera del 1599, ambientata a Messina e andata in scena ieri a Reggio Emilia, al Mapei Stadium, dove si è giocato il match Sassuolo-Napoli. Una tragicommedia perfetta per i suoi contenuti: l’illusione al gol di Mertens, la disperazione per l’errore di Hamsik e poi l’impeto quando Milik ha ritrovato la strada della rete perduta. Un pareggio insipido ai fini della classifica ma ricco di contenuti e di sale. Dai limiti antichi della squadra partenopea, al tema dell'ex di turno come Paolo Cannavaro che “ha osato fare il suo lavoro”. Dal dramma teatrale al dramma dei social che è anche questo: dare voce ad un plotone di inutili livorosi che, seppure in minoranza assoluta, riescono a fare rumore costringendo gli sfortunati di turno a rettifiche assurde e contro ogni logica. Mettere in discussione l’amore di Cannavaro per i colori azzurri è come negare che Castel dell’Ovo sia affacciato sul mare. E allora perché dare importanza a quei loschi figuri che di Napoli non sanno nulla? Nella nota commedia di Guglielmo detto William, c’è la finta morte della bella Ero (o Hero) e il complotto di Don Juan, e tutta la trama si basa su bisticci verbali sui quali prende vita un esercizio di stile giocoso a partire dal titolo stesso che indica la strada: Molto rumore per nulla, ovvero assenza di contenuti e conseguenze insignificanti. Molto rumore, molte parole per non dire niente, per non approdare a nulla. Solo baccano, frastuono. Come spesso accade nella nostra città, il “guaio” è rappresentato da quella forza di pochi di riuscire a coprire di ridicolo una schiacciante maggioranza. Cannavaro probabilmente non doveva dargliela vinta: quel video, seppure in evidente buona fede, rischia di mortificare l’intelligenza di un popolo che mai si sarebbe sognato di vomitare veleno antisportivo proprio nei suoi riguardi. Molto rumore per nulla, purtroppo. Anzi, forse è un rumore dannoso.








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