Il Napoli visto da lontano: c'è una grande novità e riguarda la Juventus

La squadra di Antonio Conte ha messo sotto la Vecchia Signora al Maradona e ha già la testa alla gara contro la Roma.
Abbiamo inaugurato la settimana scorsa la rubrica "Il Napoli visto da lontano", ovvero le storie di tifosi azzurri che vivono all'estero. Oggi parleremo di una novità che riguarda la Vecchia Signora. Una volta battere la Juventus era sufficiente per salvare una stagione anche dura. Era la vittoria dell’anno. Ora, invece, cerchiamo un anno vittorioso!
In attesa del big match dell’Olimpico, torniamo indietro nel tempo ad una data a suo modo storica, il 3 novembre 1985. La Juventus di Trapattoni con un elenco incredibile di campioni guidati da Platini, arriva a Fuorigrotta allo Stadio San Paolo da imbattuta, un po’ come quest’anno. Maradona si inventa una punizione a due in area, che ancora oggi stupisce per la parabola e la distanza ridotta dalla barriera dei bianconeri. Quella rete sancisce la vittoria del Napoli e la prima sconfitta in campionato per la Juventus, che poi vincerà il campionato.
Quel giorno ci sono novantamila spettatori allo stadio a festeggiare la vittoria nella partita dell’anno. Si, perché battere la Juventus significava battere i più forti e anche i più potenti dell’epoca. Il Napoli non era una delle grandi del campionato, ma spinto dal suo popolo, si trasformava e giocava alla pari. Una specie di furore da derby. I giocatori vivevano ogni minuto consapevoli che ad ogni contrasto, ad ogni scivolata sarebbe arrivata l’ovazione di una folla mai vista altrove.
Gli azzurri avevano un ruolino di marcia da mezza classifica, ma la storia stava già cambiando. La vittoria valeva due punti, esattamente quanti divisero gli azzurri dalla Roma di Pruzzo, capocannoniere a fine stagione. La Juventus vinse lo scudetto con 45 punti contro i 39 di Maradona e compagni, ma non riuscì a batterli nemmeno a Torino (1-1, ndr.). E il Napoli chiuse terzo e qualificato in Coppa UEFA.
Storia di questi giorni, il Napoli di Antonio Conte vince in rimonta sulla Juventus e conferma un trend positivo di 6 anni, nei quali, in campionato, i bianconeri non fanno che perdere sotto il Vesuvio. Da quel lontano 1985 gli azzurri hanno obiettivi di classifica ben diversi. Battere la Juventus è diventata solo una piccola parte di un sogno lungo un anno. Sembra quasi che il piano di un giorno sia diventato quello di 38 giornate di campionato. Quello che conta è il risultato finale. Così torniamo indietro di qualche giorno al match di settimana scorsa al Maradona. Lukaku e compagni che partono piano per poi mettere sotto la Juventus nel secondo tempo. E anche dall'estero, nel mio caso da Ginevra, ci accorgiamo che a Napoli il vento è cambiato: battere la Juventus è sempre bello, ma a differenza di tanti anni fa, non è l'unica cosa che conta in una stagione. Per il ritorno in Europa siamo un bel pezzo avanti, per qualcosa di molto più bello ricominciamo dall’Olimpico di Roma.







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