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Il Napoli si rilancia, pratica Chievo archiviata in un tempo. Perché non inserire prima Vargas in campo?


Luca Giordano,
Pubblicato nella sezione Campionato
Il Napoli si rilancia, pratica Chievo archiviata in un tempo. Perché non inserire prima Vargas in campo?

Il Napoli vince e si rilancia in campionato, riscattando l'ultimo periodo tutt'altro che positivo. Basta un tempo alla compagine partenopea per archiviare la pratica Chievo e per sfatare l'ennesimo tabù.


Il Napoli vince e si rilancia in campionato, riscattando l'ultimo periodo tutt'altro che positivo. Basta un tempo alla compagine partenopea per archiviare la pratica Chievo e per sfatare l'ennesimo tabù. Gli azzurri tornano così a conquistare i 3 punti in campionato, con una vittoria che mancava dall'8 gennaio in casa del Palermo. Walter Mazzarri tira un sospiro di sollievo e può sorridere anche per la porta inviolata: l'ultima vittoria senza prendere goal era datata 26 ottobre 2011 (2-0 all'Udinese). Ad incidere sulla buona prestazione difensiva napoletana, l'ottima partita di un sempreverde Grava. Bene anche Miguel Britos, sufficiente come sempre (o quasi) Totò Aronica.


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IN PROSPETTIVA CHAMPIONS - Il tecnico di San Vincenzo inizia a far ruotare gli uomini a sua disposizione in vista del match con la Fiorentina, e pensando soprattutto a quello contro il Chelsea. Riecco in difesa Gianluca Grava dal primo minuto, che con Aronica e Britos forma un'inedita difesa a tre. A centrocampo, dopo due giornate di riposo, torna titolare Inler, assistito da un super Gargano. Sugli esterni Zuniga a destra e Dossena a sinistra, con Maggio in panchina. In attacco il tridente con Hamsik, Lavezzi e Cavani. Di Carlo invece schiera in campo i suoi con il solito 4-3-1-2: in difesa, Acerbi al centro con Andreolli, Sardo a destra e Dramè a sinistra. A centrocampo Hetemaj, Bradley e Luciano. In attacco Thereau in supporto di Paloschi e Pellissier.


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UN NAPOLI 'INEDITO' - Buona la determinazione della squadra di Mazzarri, che anche se non mostra un gioco spumeggiante, a differenza delle ultime partite, sa essere cinica e sblocca la gara con un colpo di testa di Britos (14') alla prima vera occasione del match. Fondamentale, soprattutto quando si affrontano squadre di medio-bassa classifica molto coperte che si rintanano nella propria metà campo giocando a specchio, pronte a sfruttare ogni errore avversario ripartendo in contropiede. Gli azzurri quindi, scacciata la paura, iniziano a macinare gioco tranquilli e compatti. Dopo tre minuti Cavani carica il destro di prima intenzione ma Dramè chiude in angolo. E' poi la volta di Inler, che ci prova dalla distanza senza precisione. In ripesa lo svizzero, buona prestazione per lui. Alla mezz'ora il Chievo esce dal guscio e inizia a scoprirsi: Pellissier impegna De Sanctis con una conclusione troppo centrale. Passano cinque minuti e c'è il raddoppio partenopeo: Cavani si procura e trasforma un rigore. Ingenuo il portiere Sorrentino a stendere il ‘Matador', lanciato da un passaggio illuminante dell'ottimo Hamsik. Pochi minuti prima della fine del tempo l'ultima emozione: ci prova Sardo che però trova la respinta di De Sanctis.

MOSCARDELLI NON BASTA - Il secondo tempo è pura formalità: gli uomini di Mazzarri controllano la gara, senza mai rischiare seriamente e andando anche vicini al 3-0 con un gran tiro da fuori di Gargano (53'). Il Chievo prova ad attaccare, il Napoli riparte mettendo in grande difficoltà la difesa clivense. Di Carlo si gioca la carta Moscardelli, fischiatissimo dai supporter azzurri, ma l'appesantito attaccante non offre più che una sponda di testa a Thereau, anticipato da Britos (65'). Il finale è caratterizzato da ritmi lenti, per la squadra partenopea già in ottica Firenze e Chelsea: dentro Pandev e fuori Lavezzi. E nel finale anche qualche minuto per Edu Vargas, che sostituisce Cavani. Giusto il tempo per rimediare una brutta distorsione. Le condizioni del talento cileno non preoccupano granchè. Sorge però spontanea una domanda: perché non inserire prima il giovane calciatore in campo?


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