Il Napoli ha due casi in un solo nome. Spalletti chiamato a risolvere il "fattore Osimhen"

Luciano Spalletti nel complesso, fino ad oggi, ha svolto un importante lavoro ed è in linea con gli obiettivi del club. Ora, però, serve un importante rush finale.
Nel Napoli ci sono due casi in un solo nome: Piotr Zielinski. Il polacco, arrivato nell'estate del 2016, il 20 maggio compirà 28 anni. E' molto più che un calciatore di prospettiva. Il forte centrocampista - forte sul piano tecnico - non ha mai dimostrato di avere la necessaria continuità sul piano della personalità per imporsi a grandissimi livelli. Troppo altalenante il suo incedere: tra picchi importantissimi ci sono sempre lunghe pause in cui è più un peso che un valore aggiunto. I due casi sono chiari: non segna più, il che vuol dire lasciare anche Osimhen solo lì davanti (Spalletti trovi la soluzione, il fattore Victor così rischia di essere inutile), e la crisi personale che non aiuta, anzi, quando non gira, Zielinski è praticamente un uomo in meno.
Spalletti non farebbe mai a meno di lui, ma ha detto apertamente che si aspetta molto di più dalle sue qualità indiscutibili. La stagione deludente di Zielinski è nei suoi numeri: nelle ultime 11 gare di campionato non ha mai segnato e ha sfornato un solo assist che risale al 19 dicembre contro il Milan (su calcio d'angolo per il colpo di testa di Elmas che è valso lo 0-1). Per trovare nel tabellino un gol di Piotr bisogna riavvolgere i nastri fino al 4 dicembre quando segnò contro l'Atalanta - che poi vinse - al Maradona. Mancano 10 partite, Piotr deve dimostrare che non vuole finire nell'elenco degli eterni incompiuti.








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