Il Napoli di Spalletti è nella maschera di Osimhen

Napoli-Milan si avvicina, al Maradona andrà in scena una delle partite più attese dai tifosi. In palio una fetta importante di tricolore e Spalletti lo sa bene.
Arriva il Milan al Maradona: nello stadio che porta il nome del più grande calciatore di tutti i tempi, il Napoli e i rossoneri si giocheranno domenica, ancora una volta, come ai tempi di Re Diego, un pezzo importante di tricolore. La forza della squadra di Spalletti è nella sua fragilità perché è riuscita sempre a rialzarsi quando la sorte picchiava durissimo tra infortuni e covid. La squadra è in quella maschera che protegge il volto di Osimhen dentro il quale si nasconde la lenta ricostruzione dopo i bombardamenti sulla povertà pronta a ruggire a prescindere, che trova sempre il modo per farlo.
La maschera di Victor che ricorda quella famosa, anzi, la più famosa al mondo, quella di Puccio D'Aniello, che incarna alla perfezione la città di Napoli nella sua eterna dualità tra fame e gloria, tra l'essere abbondante e opulenta e al tempo stesso povera e scarna. Quella maschera che servirà per proteggere la squadra da eccessive pressioni. E Spalletti lo ha capito. Quella maschera che diventa forza e non rifugio. Quella maschera a protezione, che non nasconde, ma mostra. Quella maschera che non tutti i supereroi possono permettersi perché loro, i supereroi, hanno un senso solo nella fantasia. A cui si aggrappa chi non è supereroe, ma una maschera ce l'ha, ed è vera. La puoi toccare.








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