Il Napoli batte l'Udinese, lo scudetto non è solo un sogno: il commento di Sconcerti

Mario Sconcerti, una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano, ha commentato quanto è accaduto negli anticipi della giornata numero 30 del campionato italiano.
Il Napoli ha battuto l'Udinese con il punteggio di 2-1 restando sulla scia del Milan, vittorioso a Cagliari. I partenopei sono in piena lotta per il titolo. Ne ha parlato Mario Sconcerti nel suo editoriale per il Corriere della Sera: "Il Napoli di Victor Osimhen è a tre punti dal Milan grazie al successo con i rossoneri. Il nigeriano è il giocatore di moda, quello che forse è più mancato in stagione, quello dall’energia straripante e il salto più alto del campionato sull’ultima mattonella d’erba. Osimhen che sarà squalificato a Bergamo".
Sull'Inter: "Ha perduto per intero il vantaggio della partita da recuperare, ma sarebbe un suo grande errore pensare di essere dentro una crisi irrisolvibile. L’Inter trascina i suoi lamenti, ma nonostante i danni che si è inflitta è ancora sulla strada. Bisogna solo capire che questo è un altro campionato. Un anno fa con 63 punti il Milan era a meno undici dall’Inter, adesso con uno in più è in testa da solo. Perdere colpi è ammesso a patto si capisca perché. L’Inter è adesso in confusione, qualunque trovata di Inzaghi non dà risultati, Calhanoglu regista è l’ultima conferma. Ma il vero sospetto è che la lenta ritirata degli Zhang abbia tolto alla fine molto più di quello che si pensava. Avendo avuto molta paura durante il mercato, c’è stato grande entusiasmo quando si sono coperte le partenze con arrivi intelligenti. Ma si è giudicata male la qualità dei dettagli, chi restava non era più da Inter. Non sono andati via solo Hakimi e Lukaku, sono spariti Young, Nainggolan, Sensi, Eriksen, sono rimasti solo quelli che non erano vendibili come Vecino o Vidal. I dieci punti che l’Inter ha in meno rispetto a un anno fa riassumono bene il suo progressivo impoverimento. Non è ammissibile non ci sia un sostituto di Brozovic, che in tre partite si siano tentate tre soluzioni diverse, fino ad arrivare al lampante: Calhanoglu non sarà mai un regista, direi che la notizia può essere considerata ufficiale. Non c’è un altro Brozovic, ma potevano esserci soluzioni di giornata. Nell’Inter manca semplicemente un regista di riserva, ce ne sono molti in giro, uno era Sensi, che adesso gioca. Per una squadra da scudetto è una mancanza seria che testimonia le difficoltà della società. Né aiuta la rocciosa fantasia di Inzaghi. Manca la sua flessibilità, un carisma forte che scuota la squadra spaventata. Per merito comune il campionato resta comunque aperto".






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