Il dramma di essere il più forte. E di giocare nel Napoli

Celi Azzurri! Siamo tutti presi da febbre da cavalli, siamo tutti cavalli e cavallari, giocatori e moralisti, fantini e frustini. Giudici e condannati. Forse avvocati. Ognuno fa il suo gioco, corse solitarie inutili in ogni settore
Tu sei buono e ti tirano le pietre, sei cattivo e ti tirano le pietre, qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, tu sempre pietre in faccia prenderai. Sei Higuain e ti tirano le pietre, sei Varricchio e ti tirano le pietre. Ti tirano le pietre anche se sei Sacchi Arrigo, uno che, nel giorno del suo 70esimo compleanno, parla della monetina che colpì Alemao a Bergamo. Se invece sei Marronaro del Bologna, oltre alle pietre che ti tirano, ti annullano pure un gol regolare contro il Milan di ... Sacchi che tira pietre contro il Napoli del secondo scudetto parlando di poteri politici. Sacchi, proprio lui che aveva Berlusconi come presidente, parla di poteri politici. Questa è la vita! 'ncapo a me penzavo... chi ha avuto tanto e chi nun ave niente! Sei bello e ti tirano le pietre. Sei brutto e ti tirano le pietre. Se poi sei Maradona, ti arrivano i massi. Se poi sei Maradona e giochi nel Napoli, ti scaricano addosso valanghe di rocce in ogni momento. Se sei Higuain e sei il più forte giocatore della Serie A e indossi la maglia del Napoli, non fai la fine di Maradona perchè Maradona non sei, ma sempre pietre in faccia prenderai. Sono giorni difficili nel regno del pallone. Litigi tra giornalisti, voci di mercato incontrollate, duri comunicati e durissimi controcomunicati. Accuse, tweet e retweet, interviste da sud a nord con chiara sudditanza psicologica mascherata da professionismo serio a tutti i costi. "E' vero che io la tweet, ma lei perchè mi fa il retweet", direbbe un Totò dei nostri tempi spuntando da qualche talent su isole di sconosciuti spacciati per famosi. E poi, per fortuna, tra titoloni di giornali e fiumi di chiacchiere, arriva pure qualche sorriso: imperversano i pesci d'aprile, l'unica cosa seria o quasi nel mare di internet, per attirare i click dei distratti naviganti, con tanto di impettita indignazione "professionale", corredata da status sui social pieni di punti esclamativi, che arriva da chi fa pesci d'aprile tutti i giorni tranne il primo aprile. C'è una bella differenza tra il fare un pesce d'aprile ed essere un pesce non sono ad aprile. Tutti si reputano giornalisti seri, tutti si reputano campioni, tutti agenti e tutti presidenti. Vassalli, valvassori e valvassini. Vavassori non c'entra niente. Poi ci sono i vasini di notte e i Gianni Vasino. Per gli allenatori, invece, dire tutti è dire poco. "Ma chi è il vero giocatore di cavalli?". "Io, siamo noi, siamo tutti". "Ce semo tutti 'a Pomà, vai cor tango". "Piripicchio è figlio di Uragano e Apocalisse. E basta, o faccio sgombrare l'aula". Celi Azzurri, come gli occhi di Adolfo! E se non capite questo delirio, non vi preoccupate, è tutto un manicomio trasversale. Siamo tutti presi da febbre da cavalli, siamo tutti cavalli e cavallari, giocatori e moralisti, fantini e frustini. Giudici e condannati. Forse avvocati. Giornalisti e lettori. Non giornalisti eppure tali e lavoratori corrotti pronti a vedere il male negli altri. Ognuno fa il suo gioco, corse solitarie inutili in ogni settore. E invece, come ha sottolineato Ezio Bosso a Sanremo, la musica è come la vita, e ha un senso solo se la si fa insieme. Segni tanto e ti tirano le pietre, segni poco e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai, tu sempre pietre in faccia prenderai. Ma se sei forte dentro, nulla ti può toccare, nemmeno una montagna. Gonzalo vive il dramma di essere il più forte della Serie A. Come sottolinea un vero giornalista, Gaetano Brunetti, "ricordiamo i viaggi a vuoto a Madrid della Juventus per prendere Higuain, ricordiamo il pressing di Messi che lo voleva al Barcellona prima che prendessero Suarez. E ricordiamo che ha alzato la Supercoppa proprio contro i bianconeri dopo aver segnato due gol magistrali". C'è chi dice che a fine anno Higuain andrà via. Può essere, escludere questa ipotesi è impossibile. Ma El Pipita non è Cavani che ha scelto Napoli quale trampolino di lancio in piscine piene di soldi. Gonzalo ha scelto Napoli andando via dal club più importante del mondo. Ha accettato una sfida, ha ascoltato il cuore. Non crediamo si faccia distrarre dai soldi, andrà via solo se arriverà un club che gli potrebbe far vincere la Champions da protagonista. Altrimenti sceglierà di conservare sulla testa la corona di Re del San Paolo giocando la massima competizione europea in uno stadio che dà emozioni come pochi. E lui lo sa bene! Sarà così, finchè vivrai...
Luca Cirillo








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