Il calcio è davvero cambiato: il caso del raccattapalle di Roma-Napoli

Oltre ai soliti cori razzisti e alle vergognose scritte contro la mamma di Ciro Esposito comparse sugli spalti, ieri allo stadio Olimpico di Roma è andato in scena un altro episodio che definire 'scorretto' è un eufemismo.
Oltre ai soliti cori razzisti e alle vergognose scritte contro la mamma di Ciro Esposito comparse sugli spalti, ieri allo stadio Olimpico di Roma è andato in scena un altro episodio che definire 'scorretto' è un eufemismo. Molti tifosi azzurri hanno notato, attraverso le immagini di SKY Sport, l'atteggiamento antisportivo di un ragazzino raccattapalle giallorosso che ha voluto ritagliarsi i suoi 15 minuti di gloria dando ulteriore prova che il concetto di sportività nel calcio, ormai, è in agonia. Il giovane, soprattutto nella parte finale del secondo tempo quando gli azzurri cercavano disperatamente il gol del pareggio, ogni volta che il pallone usciva sull'out destro lato tribuna Montemario, ritardava volontariamente e palesemente la rimessa in gioco, muovendosi lentamente per recuperarlo, altrettanto lentamente per restituirlo e addirittura mettendosi a palleggiare. Una volta finito, il suo show continuava verso le tribuna, dove cercava applausi, foto e perchè no, anche qualche video. Un atteggiamento irridente verso gli azzurri che, ovviamente, è passato del tutto inosservato all'arbitro. La ciliegina sulla torta, insomma, su una giornata per la quale lo stadio Olimpico di Roma è diventato lo stadio della Vergogna...







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