Ignorati i cori contro i napoletani, Doveri ha minacciato di sospendere Milan-Napoli per un... laser

Ad inizio ripresa un laser inizia ad infastidire i calciatori del Napoli. Compare per la prima volta in occasione di una punizione calciata da Insigne.
Il primo abbraccio di San Siro a Carlo Ancelotti è un’ovazione al suo nome pronunciato dallo speaker dopo la lettura della formazione del Napoli. Non c’erano dubbi, non potevano essercene. Ha scritto la storia del Milan, l’allenatore che oggi guida il Napoli, e l’ha fatto prima da calciatore e poi dalla panchina. Ha vinto di tutto, oltre la fiduciosa immaginazione, ed ha lasciato un segno che sarà eterno, un solco che pochi altri riusciranno a superare. Comincia così la notte del Meazza, prosegue coi soliti cori contro i napoletani da parte della Curva Sud e poi di (quasi) tutto lo stadio. La risposta sono i fischi dei sostenitori azzurri presenti nel terzo anello verde.
TUTTI PER CARLO. C’è una cosa che accomuna i tifosi del Milan e quelli del Napoli, in totale 56.729 per l’ennesimo semi-pienone che si registra a San Siro: la stima per Ancelotti. Ad inizio ripresa, sempre in Curva Sud, compare uno striscione che recita così: “Anni indelebili che hanno macchiato un’era. Carletto per sempre leggenda rossonera”. Ad accompagnarlo un coro ‘Carlo Ancelotti, Carlo Ancelotti’ e poi l’applauso dello stadio intero. L’allenatore azzurro alza la mano, risponde emozionato, è facile intuirlo dal volto che si scioglie in un istante di grande emozione. Poi torna la partita, anzi ricomincia, e il Meazza si fa sentire, sostiene la squadra. I tifosi del Napoli rispondono incitando gli azzurri, sono calorosi nonostante il freddo e a fine partita, dopo lo zero a zero che non accontenta nessuno, restano al loro posto per diversi minuti - per ordine pubblico - prima di poter abbandonare lo stadio.
RISCHIO SOSPENSIONE. Ad inizio ripresa un laser inizia ad infastidire i calciatori del Napoli. Compare per la prima volta in occasione di una punizione calciata da Insigne e poi resta evidente nei minuti successivi. C’è bisogno dell’annuncio dello speaker che minaccia la sospensione della partita per far smettere il tifoso che dagli spalti continuava a ‘divertirsi’ condizionando la partita e gli stessi giocatori. Il gioco prosegue, le due squadre provano a rompere l’equilibrio che persiste fino al novantesimo. Si torna a casa con un punto e diversi rimpianti. Uno anche per Ancelotti: l'espulsione. Avrebbe meritato epilogo differente per il secondo ritorno a San Siro, il primo contro il 'suo' Milan. (Tarantino - Il Roma)







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