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I pro ed i contro di Mazzarri a Napoli


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Pubblicato nella sezione Campionato
I pro ed i contro di Mazzarri a Napoli

Si chiude un campionato eccezionale per il Napoli, un secondo posto meritato sul quale c'è anche lo zampino del mister, ma proviamo ad analizzare pro e contro dell'allenatore toscano e dei suoi possibili successori.


Si chiude un campionato eccezionale per il Napoli, un secondo posto meritato sul quale c'è anche lo zampino del mister, ma proviamo ad analizzare pro e contro dell'allenatore toscano e dei suoi possibili successori.


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MAZZARRI – PRO: Ha promesso al Napoli, quando sostituì Reja, "darò un'anima a questa squadra", e questa promessa è stata palesemente mantenuta. Il Napoli ha un gioco lineare, veloce, molto europeo, sugli undici infatti il tecnico ha saputo trovare una quadratura di gioco importante ed apprezzata in tutta Europa. La squadra ha quasi sempre mostrato una condizione atletica brillante ed esplosiva limitando in maniera eccezionale il numero di infortuni muscolari.


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CONTRO: Il Napoli è una delle squadre più vecchie della serie A, ciò impone un rinnovamento che con il tecnico toscano non sarebbe stato facile. Infatti se in passato il Napoli acquistava gli sconosciuti Lavezzi, Hamsik, Gargano oggi gli "sconosciuti" giocatori che acquista difficilmente riesce ad integrarli nel progetto tattico del mister, così nel corso degli anni son ostati bruciati ruiz, Fernandenz, Vargas solo per fare alcuni nomi. La gestione della rosa inoltre ha valorizzato gli 11 di base a volte anche se le condizioni fisiche non li supportavano, utilizzando il resto dei calciatori per le partite in cui far riposare i "titolarissimi", ciò da un punto di vista atletico è un limite perchè utilizzare giocatori ogni 15 giorni fa sì che si schierino giocatori non al 100% perchè è il giocare costantemente che fa la condizione; dal punto di vista tattico perchè giocano insieme 11 giocatori totalmente diversi da quelli con i quali si porta avanti la stagione mandando così allo sbaraglio dei calciatori in un progetto tattico sul quale non si può intervenire con costanza; psicologico, perchè si trasmette l'idea che delle partite siano meno importanti al punto da schierare le seconde linee. Questo fattore così porta con sè un altro limite della gestione Mazzarri: la difficile gestione dell'insieme Campionato-Coppa. Infatti quando ci si è concentrati sulla Champions si è utilizzato le seconde linee in campionato perdendo punti, di contro in Europa League si è messo spesso in campo una squadra che sembrasse avere la testa altrove.

Naturalmente se al nuovo tecnico sarà difficile chiedere i pro tipici di Mazzarri, che nei suoi punti di forza si mostra unico in Italia e forse all'estero, dall'altro lato sarà necessario confrontarsi con quelli che sono stati i limiti della sua gestione per consentire al Napoli una crescita ulteriore. I nodi importanti da sciogliere saranno:

1. Difesa a 3 o a 4? Molti dei profili dei tecnici sondati infatti applicano un sistema di gioco che prevede la difesa a 4. Solo Guidolin l'ha applicata con una certa costanza, altri come Allegri hanno proposto brevi esperimenti finiti male. Sarà una questione importante d'affermare perchè il Napoli dimostra un atteggiamento difensivo consolidato nell'impostazione di Mazzarri e cambiare schieramento vorrà dire cambiare uomini e puntare su caratteristiche diverse.

2. Ripartenze o manovra costruita? Allegri, Montella sono tecnici che prediligono un certo tipo di manovra che costruisce con pazienza e trame di gioco che hanno bisogno di un alto livello tecnico. Orientarsi verso un allenatore con questo tipo di caratteristiche significherà cambiare un bel po' dell'organico attuale, soprattutto a centrocampo.

3. Nuove promesse o profilo internazionale? Altra domanda interessante da porsi che va di pari passo con due elementi: gestione delle pressioni della piazza e gestione delle coppe. Infatti mentre alle prime due domande Guidolin, che sappiamo non volersi muovere da Udine, appariva come il profilo più adatto a dare continuità al progetto, se da una parte darebbe garanzie sull'innesto di giovani e lo svecchiamento della rosa, dall'altro ha dato spesso modo di pensare che subisca le pressioni (anche in questi giorni ha parlato di minori ansie rispetto all'anno scorso, e parliamo di Udine!). Un tecnico giovane può dare nuovi stimoli e portare la sua voglia di affermarsi ma poi non si sa quale potrebbe essere la sua gestione delle difficoltà di una piazza esigente e di una competizione stressante se unita ad un campionato che si chiede sia di vertice, rispetto invece ad un Benitez che porterebbe una bagaglio internazionale di tutto rispetto. La scelta dunque è al quanto difficile e passerà sicuramente per le decisioni societarie inerenti a questi 3 punti posti è rispondendo a queste domande che si capirà che tipo di Napoli si voglia per il 2013/14 e gli anni successivi.

A cura di Armando Dino Pezzella


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