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Geno(v)a e Napoli, chi tene 'o mare!


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Pubblicato nella sezione Campionato
Geno(v)a e Napoli, chi tene 'o mare!

Grifone e Ciuccio si amano da 33 anni. Genoani e napoletani, il gemellaggio più bello della Serie A, quello più intenso e sincero. E non è un caso che sia il più longevo dell'Italia del pallone.


Grifone e Ciuccio si amano da 33 anni. Genoani e napoletani, il gemellaggio più bello della Serie A, quello più intenso e sincero. E non è un caso che sia il più longevo dell'Italia del pallone. Da un lato, per quanto riguarda i simboli, un mix leggendario, ovvero leone (animale dominante sulla terra) e aquila (regina dei cieli), dall'altro la maestosa semplicità del ciuco 'nato' da un eccesso di simpatica onestà intellettuale dei napoletani che non vedevano corrispondenza tra gli iniziali risultati della squadra appena nata (quella del 1926) e l'immagine imperiosa del cavallo rampante. "Cchiù ca nu cavallo, me pare 'o ciuccio de zì Fechella: nuvantanove chiaje e 'a coda fraceta", tuonarono i tifosi. Per i non napoletani: "più che un cavallo, mi sembra l'asino di Zia Fechella: novantanove piaghe e la coda marcia". E, a proposito di cavallo, tra i due simboli c'è un punto in 'comune': il Grifone, infatti, di questa nobile creatura ha le orecchie che, come è noto, sono il 'mezzo' di espressione dell' 'ippico mammifero'. Restando tra gli aspetti in comune, dopo aver ricordato la 'Faccenda' di quel Napoli-Milan del 1982 dal quale nacque la meravigliosa amicizia tra i due appassionati popoli del football, non possiamo dimenticare il ... mare.


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Il calcio, in effetti, è arrivato sulle sponde liguri, in particolare in quel grande porto del mediterraneo che è Genova, dove mercanti e i marinai inglesi, tra un impegno di lavoro e l'altro, ammazzavano il tempo sfidandosi in questa 'curiosa disciplina' che ricordava giochi fiorentini e varianti del rugby. La curiosità degli spettatori e la scintilla immediata fecero il resto di una storia che più o meno tutti conosciamo. Nel settembre del 1893, in presenza del console inglese Sir Charles Alfred Payton, nasce il Genoa Cricket and Athletic Club . In tal senso, i rossoblù possono vantare il documento più antico relativo alla fondazione di un club, e ciò dà il diritto di primogenitura rispetto al calcio italiano. Va ricordato inoltre che nel 2011 il Genoa viene inserito nell'"International Bureau of Cultural Capitals (patrimonio sportivo storico dell'umanità) ed è del 2013 l'inserimento tra i "Club of Pioneers", associazione che raggruppa i club di calcio più antichi del mondo. Il mare, dicevamo, ha dunque, un'importanza notevole, è un po' la 'culla' del Genoa. E lo è anche del Napoli. Il Naples Football Club, infatti, prima società calcistica della città tra la fine del 1904 e l'inizio 1905, nasce dopo una serie di riunioni tenutesi in Via San Severino 43, a casa di un inglese, William Poths, e in Piazza Latilla 6 alla Pignasecca, dove era l'abitazione di un altro socio fondatore, Ernesto Bruschini. I colori sociali del Naples – si legge su testi riportati dal sito ufficiale della Ssc Napoli - furono strisce blu mare (appunto) e celeste. Il primo Presidente l'ingegnere Amedeo Salsi, affiancato da Potts, Mister Bayon e dai calciatori dilettanti Conforti e Catterina. Un cenno particolare merita Mister Poths, un impiegato della Cunard Line, compagnia marittima commerciale che aveva gli uffici al porto. Poths vi era stato trasferito nel 1903. Con sè aveva portato molte delle sue abitudini inglesi e una passione straordinaria per il football che in madre patria giocavano dal 1847 e che oramai stava prendendo piega in tutta Europa e in Italia.


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Geno(v)a e Napoli, dunque, chi tene 'o mare. Da un lato la nascita, la madre, dall'altro il figlio, ovvero il luogo dove c'è, probabilmente, la passione più intensa, quella che ha dato vita ad una simbiosi al punto che la squadra azzurra è stata definita "lo stato d'animo della città". Ed è in questa armonia madre-figlio che, forse, si spiega la fratellanza naturale tra genoani e partenopei. Chi tene 'o mare, canta Pino Daniele. Chi tene 'o mare s'accorge 'e tutto chello che succede, po' sta luntano e te fa' senti comme coce. Chi tene 'o mare 'o ssaje porta 'na croce. Chi tene 'o mare cammina ca vocca salata, chi tene 'o mare 'o sape ca è fesso e cuntento chi tene 'o mare 'o ssaje nun tene niente... E quel 16 maggio 1982, quando il Napoli di Rino Marchesi, strappato aritmeticamente il pass per la Coppa Uefa, pareggiò con il Genoa condannando, di fatto, il Milan alla retrocessione, è 'solo' una data importante ma non il reale motivo scatenante che è l'eco del mare. Quel rimbombo d'amore che, nel 2007, ha consegnato agli annali del calcio la festa più bella inscenata da due tifoserie: Genoa e Napoli lasciano insieme l'inferno della Serie B. Nessun trofeo da festeggiare, in fondo, se non l'orgoglio e la bellezza dei sentimenti. Del resto, chi tene 'o mare 'o sape ca è fesso e cuntento, chi tene 'o mare 'o ssaje nun tene niente.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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