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Genoa-Napoli, pagelle: Fabian maestoso, Mario Rui miracoloso! Molto male i due polacchi

Scritto da Luca Cirillo in Campionato10 NOV 2018 ORE 23:25

Pessima la prestazione di Zielinski, poco incisiva quella di Milik che divora un gol a due passi dal portiere. Bene Hamsik, Hysaj la combina grossa.

In una serata che sembrava stregata il Napoli riesce a conquistare 3 punti in maniera rocambolesca nonostante l'iniziale svantaggio e su un campo che via via è diventato impraticabile per la forte pioggia. Nella ripresa è Fabian Ruiz a pareggiare il gol di Kouamé, poi è Mario Rui a trovare il giro vincente calciando una punizione al veleno che causa l'autogol dei rossoblù. Azzurri a -3 dalla Juventus.

Ospina: 6,5. Nessuna responsabilità sul gol, per il resto si limita a puntuali uscite che risultano comunque preziose. Intelligente la gestione del pallone sia quando è tra i piedi sia se c’è da rinviare tenendo conto del terreno di gioco zeppo d’acqua.

Hysaj: 5-. Si lascia scappare Kouamé nell’azione del vantaggio del Genoa. Anche in fase di spinta e decisamente inefficace. Ci mette il solito impegno, ma risulta insufficiente. Dall'81' Malcuit: 6. Poco meno di un quarto d’ora a disposizione in cui conferma di avere foga, freschezza e anche furbizia quando spende bene un cartellino giallo fermando con la mano una pericolosa ripartenza.

 Albiol: 6,5. Anche lui ha qualche responsabilità sul gol che prende il Napoli visto che evita di schiacciarsi sull'avversario che così ha lo spazio di allargarsi dalle parti di un comunque distratto Hysaj. E’ l’unico errore in un match in cui assicura la solita lettura in fase di impostazione e nelle chiusure centrali sia nel gioco aereo che a pelo d’erba.

 Koulibaly: 6,5. Chiude gli spazi agli avversari che si aggirano dalle sue parti e va a dare una mano ai compagni. Straripante quando decide di sganciarsi per dare supporto alla fase offensiva.

Mario Rui: 7,5. Con Fabian Ruiz è il migliore del Napoli. Combatte da vero gladiatore anche nelle pozzanghere dalle quali riemerge in grande scioltezza. Vince tutti i duelli ed è lui a calciare la punizione decisiva che consente ai suoi di vincere un match che sembrava stregato.

 Callejon: 6,5. Calibra al millimetro ogni movimento, ogni taglio, ogni assist: Milik spreca clamorosamente un suo cioccolatino che chiedeva solo di essere spinto in rete.  Al servizio della squadra in ogni dove quando il terreno di gioco diventa una piscina. 

Allan: 6,5. Nel primo tempo è contratto, non ha il ritmo forsennato a cui ci ha abituati e sbaglia troppi palloni. Molto meglio nel secondo tempo quando si passa alla pallanuoto. 

Hamsik: 6. E’ il metronomo del Napoli: lucidità, qualità tecnica e appoggio costante. Da limare la fase di copertura, sopperisce più con l’impegno e la lettura negli scivolamenti che con la cattiveria del mediano. Diligente nei delicati momenti della seconda frazione: dirige il traffico e non risparmia botte.

Zielinski: 4,5. Una notte da incubo in cui perde palloni sanguinosi e lascia troppi spazi agli avversari che ne approfittano. Ancelotti è una furia, non si spiega la sua involuzione e lo sostituisce alla fine del primo tempo. Dal 45’ Fabian Ruiz: 8. Riesce a restare miracolosamente in piedi nonostante il fango raggiunga le caviglie. L’impraticabilità di campo si piega al suo dinamismo tecnico. Il gol del pareggio è un concentrato di fame, sapienza tattica e freddezza da torero. Per fermarlo i genoani devono strappargli la maglia.

Milik: 5. Ha sui piedi il pallone del pareggio: calcia centrale e senza la giusta cattiveria. Sparisce lentamente tra le maglie avversarie limitandosi a qualche sponda. Dal 45' Mertens: 7. Entra lui ed il Genoa arretra impaurito. Dries si fionda su ogni pallone e duetta con i compagni. E’ un’altra musica. Geniale il tacco a smarcare Ruiz nell’azione del pareggio.

 Insigne: 6,5. Sfortunato sulla prima giocata della partita: tiro ad incrociare e palla sul palo. E' lui ad illuminare i compagni tra le linee genoane. Si spegne nella ripresa: le condizioni del terreno di gioco lo hanno quasi azzerato del tutto.

 Ancelotti: 7. Il Napoli va sotto per una propria disattenzione: Zielinski prima e Hysaj poi rompono le uova e la frittata è servita. Milik non brilla. Carletto non si perde d'animo, striglia la squadra e cambia senza aspettare: entrano Mertens e Ruiz e la musica cambia subito. Arriva il pareggio, poi la vittoria di cuore e d'orgoglio su un campo disastroso.

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