Esaltare Neres è un dovere. Occhio però a non commettere un grave errore

Conte è stato chiaro, il Napoli non può e non deve perdere gli equilibri consolidati. Sperimentare, osare: si può, ma con lucidità.
In questi giorni non si fa altro che sottolineare la prova di David Neres a Udine. L'esterno offensivo brasiliano è stato senza dubbio uno dei migliori in campo: ha seminato il panico tra le maglie avversarie ed ha propiziato l'autogol di Giannetti con una irresistibile percussione dalla sinistra.
Il calciatore acquistato dal Benfica ha la stoffa del fuoriclasse ed ha tutto per diventare un idolo per i tifosi del Napoli, però Antonio Conte è stato chiaro sin da subito: prima gli equilibri tattici, poi tutto il resto. Prima la solidità difensiva da ritrovare dopo un anno disastroso, dunque la fluidità negli ultimi trenta metri. Neres, da questo punto di vista, ha dovuto lavorare non poco per assimilare i meccanismi.
C'è però un errore, grave, da evitare: dimenticare il grande lavoro fatto fino ad oggi da Matteo Politano, che si è letteralmente immolato sul piano tattico perdendo un po' di smalto offensivo. Conte lo apprezza tantissimo e difficilmente farà a meno di lui. C'è chi spinge per il tridente Neres-Lukaku-Kvaratskhelia: a chi non piacerebbe? Poi però c'è la realtà a cui bisogna sempre guardare per evitare di rischi inutili.








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