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"E poi succede, succede e basta: non è solo un urlo. In quella corsa c'è tutta Napoli"


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Pubblicato nella sezione Campionato
E poi succede, succede e basta: non è solo un urlo. In quella corsa c'è tutta Napoli

Il post di un tifoso del Napoli è virale e riassume al meglio il momento che stiamo vivendo in città dopo la vittoria della squadra di Spalletti contro la Lazio.


Sulla pagina di facebook "La Napoli bene", a firma di McBlu76, si legge un post molto intenso e ricco di significati che riassume bene il momento dopo il successo della squadra di Luciano Spalletti sulla Lazio all'Olimpico. "E poi succede. Succede e basta. Non è solo un urlo. È una sorta di rigurgito antico, potente, feroce. È una storia spezzata che parte da Kalidou, fratello nero che parve poter liberarci dalle catene di una vita in una serata di primavera nel cielo grigio ed inutile di Torino, e che ritrova la sua trama, come per incanto, con l’arcobaleno di Fabiàn, pallone in rete e Napoli in vantaggio, ancora una volta. Negli occhi l’immagine di una panchina che tracima in campo, fino a diventare un tutt’uno con il settore, facce trasfigurate, facce piene di Napoli e felicità, non c’è più distinzione tra pubblico e primi attori, solo facce di ragazzi stravolti, impazziti".


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Poi ha aggiunto: "C’è Alex, ancora in panca, ma è lì, dove deve essere, c’è il Polacco sostituito e già pronto a diventare vittima sacrificale per la parte marcia della stampa napoletana più infame. C’è Dries, uno che all’Olimpico ha disegnato poesia con palloni apparentemente destinati a perdersi nel cielo di Roma e ricomparsi all’incrocio come per magia e che magia creó p*****do su quella bandierina lì, alla destra della sud. E stic**zi se non è più lui a dettare le regole, lui è lì, abbracci e mani tese, perché la storia si scrive anche così, soprattutto così. C’è Lorenzo, che quel pallone l’avrà calciato mille volte in un secondo, immaginandoselo all’incrocio, ma c’è il Napoli nella testa del 24, solo il Napoli, ed allora quel pallone finisce dove deve finire, sul mancino dolce ed assassino di Fabiàn".


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Ed inoltre: "C’è il Cucciolo Macedone con quel suo pallone acerbo, frenetico, che domenica ha rappresentato elettroshock determinante, strappi e presenza, fino alla fine ed oltre. I minuti di Adam, perché Luciano lo sa, lo sa bene che al ragazzo può bastare un istante per lasciare segno profondo. Poi non è detto che succeda, ma quando dal suo piede esce il ricamo barocco che squarcia la metà campo bianco celeste allora capisci che quando lo si mette in campo non c’è da rompere i co**ioni, ma solo da aspettare, perché magari prima o poi il colpo arriverà, e potrebbe essere bellissimo. Il rientro dello Slovacco, il Professore, che basta vedergli il pallone tra i piedi per tirare sospiro di sollievo, ossigeno dopo apnea. L’urlo di Matteo, il segno della croce di Luciano Spalletti. C’è tutto il Napoli, in quella folle corsa al minuto 94. C’è tutta Napoli in quella folle corsa al minuto 94. Fino ad ora è stato il Napoli a trascinare Napoli, da domenica dovrà essere Napoli a ricambiare, a farsi trovare pronta, testa alta e petto in fuori, spalla a spalla, mano nella mano, quel che sarà sarà".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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