E' peggio la festa di Reina o l'intervista di De Laurentiis che dice tutto e il contrario di tutto?

Il punto critico è sempre lo stesso: il club dovrebbe allargare gli orizzonti, avere un organigramma ricco di professionisti e dirigenti in grado di leggere i momenti.
In queste ore convulse in cui De Laurentiis sembra una cascata di parole, una domanda sorge spontanea ricordando il grande Antonio Lubrano: è peggio la festa anticipata di Reina, le visite mediche svolte dallo stesso con il Milan in pieno campionato oppure le dichiarazioni del massimo dirigente del club che ha detto tutto e il contrario di tutto? Come spesso accade, per vedere meglio un quadro, bisogna allontanarsi da esso. E' l'assieme che dà l'idea prima di scendere nei dettagli.
Ma partiamo da Reina: il portiere spagnolo, che è un leader naturale del gruppo, ha alternato grandi parate a svarioni, ma la sua professionalità non è mai stata in dubbio. Tuttavia ci chiediamo come mai non abbia voluto aspettare la fine del campionato per legarsi al Milan e soprattutto perchè il Napoli non ha opposto resistenza ponendo dei veti. In realtà il problema è alla base: De Laurentiis lo ha scaricato lo scorso anno anche perchè Pepe evidentemente ha avanzato pretese eccessive sul versante contrattuale. Ma a prescindere, il risultato è stato quello di avere un separato in casa che però è stato letteralmente blindato dal tecnico e dalla squadra di cui è leader naturale.
Quanto alle parole di De Laurentiis, stiamo ancora provando a decifrare la scelta di concedere un'intervista a pochi giornalisti invitati (siamo alle solite) nell'epoca della comunicazione in tempo reale. Siamo tornati indietro di 20 anni, ha sentenziato qualcuno quasi con la nostalgia del cartaceo. Ma in quel vuoto, nell'attesa dell'uscita dei giornali, si è inserito l'equivoco a causa di alcune anticipazioni monche: "Ha difeso Orsato e la Juve, ha attaccato Sarri e la squadra". In realtà De Laurentiis, con la sua ampia dialettica, non si è fatto mancare nulla: ha sì attaccato Sarri dicendo che non è incline a sfruttare tutta la rosa, che il tecnico toscano pretende campioni che il Napoli non può permettersi, che non ha vinto niente ecc. ecc., ma subito dopo lo ha definito un genio con il quale vorrebbe continuare a lavorare. Ma caro ADL, Sarri mica cambia idea a 60 anni? Mica è autolesionista se non fa giocare con continuità Maksimovic, Ounas, Diawara e Rog? Prendere o lasciare, ma giocare con le parole a poco serve nell'epoca dell'informazione veloce. E poi, prima ritiene che il Napoli sia scoppiato (proprio per le scelte di Sarri) e per questo ha perso lo scudetto, poi che il VAR ha scippato 6-8 punti agli azzurri e dunque lo scudetto doveva essere azzurro.
Non si capisce, per tornare alla domanda spontanea, cosa sia peggio tra il caso-Reina e le parole del patron. Il punto critico è sempre lo stesso: il club dovrebbe allargare gli orizzonti, avere un organigramma ricco di professionisti e dirigenti in grado di leggere i momenti, di essere sempre sul pezzo, di prevenire invece che curare. Il campionato non è ancora finito, restano tre partite, ma tra la festa di addio di Reina e le parole di De Laurentiis, la sensazione è proprio quella. Mista ad una grande tristezza.
Luca Cirillo







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