Doccia fredda per Insigne: è inaccettabile all'epoca del Var, che senso ha?

Già dai primi replay era tutto molto chiaro: nessuna simulazione, ma nemmeno un fallo da rigore. E dunque ci stava lasciar proseguire l'azione senza fischiare la massima punizione.
Nel corso di Spal-Napoli, per la precisione nella prima frazione di gioco, l'arbitro Mariani di Aprilia non solo negava un rigore ad Insigne, ma lo ammoniva anche. Già dai primi replay era tutto molto chiaro: nessuna simulazione, ma nemmeno un fallo da rigore. E dunque ci stava lasciar proseguire l'azione senza fischiare la massima punizione. Ed invece per il talento azzurro arrivava un certellino giallo per simulazione che costava 2mila euro di multa. Una beffa inaccettabile ai tempi del Var. All'arbitro sarebbe bastato chiedere l'"aiuto da casa" (come direbbe Jerry Scotti in uno dei suoi fortunati programmi) per rendersi conto che il contatto tra i due calciatori c'era stato. E, ripetiamo, sarebbe stato sufficiente per evitare di dare un rigore generoso ma anche un cartellino fuori da ogni logica.







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