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De Laurentiis non ha messo le mani avanti, ha allargato le braccia


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Pubblicato nella sezione Campionato
De Laurentiis non ha messo le mani avanti, ha allargato le braccia

Il presidente del Napoli è sembrato calibrato, consapevole dei rischi, ma ha rilanciato la sua voglia di espansione e di crescita.


"Siamo su una nave, non posso fare promesse da marinaio". Ha risposto così Aurelio De Laurentiis a chi gli ha chiesto se il Napoli sarà ancora competitivo per provare a vincere nuovamente lo scudetto. Per qualcuno queste parole sono un modo per mettere le mani avanti, per annunciare possibili cadute e dunue per pararsi da esperto lupo di mare. In realtà la prudenza del patron, che va in continuità e non in opposizione alla "spavalderia" dello scorso anno quando annunciò urbi et orbi di voler fare di tutto per riportare lo scudetto a Napoli, è un modo per allargare le braccia, ovvero una richiesta d'affetto incondizionato. Come a dire: "io vi ho fatto vincere, ora restate al mio fianco e supportiamoci vicendevolmente". Richiesta da persona esperta, avveduta, intelligente. Che ha preferito leggere, piuttosto che andare a braccio.

E' assolutamente normale immaginare un percorso diverso da quello dell'ultima stagione. Lo sa bene anche Luciano Spalletti, che al di là di motivi personali, ha scelto di lasciare anche per questo, per restare un mito assoluto piuttosto che rischiare di sporcare l'alone da leggenda che si porterà dietro per sempre. De Laurentiis è cosciente che fare il bis è impresa più ardua di vincere un tricolore, sa bene che a Rudi Garcia servirà tempo e che il confronto con chi lo ha preceduto è un rischio troppo elevato soprattutto tra i non pochi autolesionisti presenti tra i milioni di tifosi azzurri sparsi nel mondo. Che sono talmente tanti che ormai contarli è impossibile.


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Da vero Re, Au-Re-lio è stato realistico e ha parlato anche di rivoluzione. Necessaria, graduale. Via Spalletti, via Giuntoli, via quasi certamente Kim. E poi occhio ad Osimhen, per il quale non si possono escludere offerte indecenti davanti alle quali si può solo cedere. Inoltre ci sono Zielinski, Lozano e Demme in scadenza e sorprese sempre dietro l'angolo. Questa volta non si possono mettere le mani sul fuoco. Non c'è più il sogno, ma la realtà. C'è da difendere il titolo di campioni d'Italia, c'è la Champions da onorare. Serve il sostegno dei tifosi. E se la squadra non dovrà mostrare i segni di una pancia piena, i tifosi non dovranno far emergere irriconoscenza davanti alle eventuali crepe nelle certezze costruite. Tutti insieme, dunque, per provare a vincere ancora. Ma soprattutto per dimostrare a tutti, da Napoli verso il mondo, compattezza e identità. Come del resto le maglie indicano chiaramente.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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