De Laurentiis "fa i nomi" e stuzzica Sarri, c'è un feeling da recupere per spingere il Napoli

A prescindere dalle logiche di campo e oltre, è fondamentale che i due tornino a parlare per ritrovare feeling: entrambi devono essere motori per il Napoli e non freni.
Si possono muovere tante critiche ad Aurelio De Laurentiis, così come tanti sono i pregi e i meriti che gli si possono e gli si devono riconoscere. Se c'è però una verità incontrovertibile è che il patron non è mai banale nelle sue uscite, soprattutto quando deve "punzecchiare" a distanza su temi sensibili come, ad esempio, il turnover. Dopo aver evidenziato che con l'acquisto di Rog sarebbe stato possibile un cambio di modulo, questa volta ha tirato fuori dal cilindro il "caso Strinic", l'esterno croato che Sarri utilizza con il contagocce. O, forse, anche meno, preferendogli Ghoulam anche quando l'algerino è in evidente affanno. "Koulibaly? E' importante come lo sono Maksimovic, Strinic e Albiol: sono tutti essenziali”. Ma per il tecnico toscano, lo dicono i fatti e i numeri, non è evidentemente così in relazione all'ex Dnipro. Un altro piccolo caso, dicevamo, che evidenzia una volta di più le piccole friziosi e divergenze di vedute su alcuni temi caldi. A prescindere dalle logiche di campo e oltre, è fondamentale che i due tornino a parlare per ritrovare feeling: entrambi devono essere motori per il Napoli e non freni.







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