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Da Spalletti a Garcia, come cambierà il Napoli e il nome fatto a De Laurentiis


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Pubblicato nella sezione Campionato
Da Spalletti a Garcia, come cambierà il Napoli e il nome fatto a De Laurentiis
© foto di SSC Napoli

In tanti si chiedono quali potrebbero essere le novità tattiche nel Napoli che proverà a difendere il titolo di campione d'Italia.


Aurelio De Laurentiis ci ha pensato un po' prima di sciogliere le riserve sul nuovo allenatore, ma quando ha capito che era Rudi Garcia l'uomo giusto per il dopo Spalletti, non ci ha pensato due volte ad annunciarlo, mentre tutto intorno si facevano nomi di ogni tipo. L’ex tecnico di Lione, Marsiglia e Roma non è mai stato la seconda o terza scelta, come dice qualcuno. Il patron dei partenopei quando sceglie lo fa a ragion veduta, conoscendo la storia dei professionisti. E facendo contare molto anche le sue sensazioni, vibrazioni. Il francese con il cognome a pronuncia spagnola è pronto per fare la sua parte. E non ha dimenticato l'"occhiolino del destino", ovvero quando fu Spalletti a sostituirlo alla Roma.

Ora è il contrario: è lui a prendere il posto di Luciano. Dunque tutti si chiedono: come cambierà il Napoli? E la risposta di tanti è la stessa: speriamo poco visto che la squadra gioca praticamente a memoria. Molto ovviamente dipenderà da chi andrà via e da chi resterà. Dovesse restare Osimhen, l'aspetto verticale del gioco resterà più o meno invariato, ma ovviamente c'è da capire chi prenderà il posto di Kim perché serviranno ripiegamenti rapidi per permettersi di tenere alta la linea difensiva. Garcia sa essere molto pragmatico e non disdegna l'azione in contropiede. Sarà importante in tal senso evitare di pensare che Kvaratskhelia agirà come faceva Gervinho alla Roma. Il georgiano sa essere egoista, ma si esalta in un gioco corale che lo supporta. E lo stesso vale per Politano o per chi arriverà. Nel gioco di Garcia il tridente partecipa meno alla fase di non possesso, ecco che sarà fondamentale capire chi legherà il gioco tra le due trequarti.


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A differenza di Spalletti, che raramente ha giocato a tre dietro se non per una incredibile convergenza di momenti clamorosamente neri tra squalifiche e infortuni, Garcia all'occorrenza non disdegna il cambio di modulo allungando la squadra con i giocatori di gamba. Lo stesso mister è stato chiaro: il suo marchio di fabbrica è la varietà di pensiero. Cosa che, da un lato ti può dare più soluzioni, dall'altro meno automatismi in un solo concerto ma stupefacente e ben collaudato come è stato quello di Spalletti. Negli ultimi anni Garcia ha usato molto il 4-2-3-1, ecco perché ha chiesto Maxime Lopez, detto Minot, un calciatore che unisce le varie fasi con grande senso di posizione e qualità tecnica. Ed è adatto a giocare con Lobotka o in sostituzione dello slovacco col cambio di modulo.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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