Da "esubero da piazzare" a "deve giocare sempre", Demme scopre uno dei mali del Napoli

Momento magico per Diego Demme, in tanti ora lo esaltano con la stessa leggerezza con la quale lo avevano "messo da parte" fino a qualche settimana fa.
Ricordate quando, lo scorso gennaio, dopo le prime partite in maglia azzurra, Diego Demme veniva definito il "normalizzatore" del Napoli? Il presidente Aurelio De Laurentiis per lui, capitano del Lipsia che era in testa alla Bundesliga, spese 12 milioni di euro. Un colpo importante per Gattuso alle prese con una ricostruzione necessaria, soprattutto a centrocampo. Con il mediano italo-tedesco la squadra ha ritrovato ordine, baricentro nello sviluppo, schermo davanti alla difesa. Il giusto necessario per riacquistare certezze e riferimenti. Con la squadra corta, compatta e pronta a ripartire, Gattuso ha iniziato una lunga striscia di risultati positivi. Poi il Covid-19 ha fermato la giostra del pallone.
Quando il calcio ha riaperto i battenti, senza pubblico, il Napoli è ripartito dalle stesse idee fino alla conquista della Coppa Italia. Poi un nuovo anno è iniziato. E' arrivato Bakayoko. Gattuso ha iniziato a provare il 4-2-3-1, e da quel momento alcuni hanno iniziato a scrivere che Demme non serviva più, e che il Torino, la Fiorentina e altre squadre (così, alla cieca) erano pronte ad acquistarlo. Il tutto dimenticando che anche al Lipsia capitan Demme giocava sia nel 4-2-3-1 che nel 4-3-3 (è sufficiente andare a controllare). Settimana dopo settimana, Diego (nome in omaggio a Maradona, come è noto) ha conservato serenità e lucidità nonostante le tante voci di "mercato" e si è ritagliato il suo spazio segnando anche in Europa League e in campionato (il gol dello 0-3 a Crotone porta la sua firma). Oggi tutti lo esaltano, se in strada si fa il nome di Demme chi è al volante e tifa Napoli suona pure il clacson. Eppure fino a qualche settimana fa sembrava destinato all'oblio. E c'era pure un ex allenatore che in tv, in un momento difficile per il Napoli, diceva di voler chiedere a Gattuso di non farlo giocare mai più. Come se fosse tutta colpa del regista "normale". Dopo la prova di ieri sono tutti entusiasti di Demme. Che ha scoperto uno dei mali storici del Napoli: esaltazione e depressione si toccano. Ora è il momento dell'esaltazione. Poi alla prossima partita sotto tono, la depressione prenderà il sopravvento e Demme verrà offerto nuovamente a tanti club, Crotone compreso, perché no. Crotone è la città del padre Enzo, e lui ne sarebbe fiero. Chissà...








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