Criscitiello: "Totti ha un nemico, Pallotta prende il cellulare e piange. Il Milan..."

Il direttore di SportItalia Michele Criscitiello ha fatto il punto della situazione sui temi caldi della Serie A attraverso il suo consueto editoriale.
Il direttore di SportItalia Michele Criscitiello ha fatto il punto della situazione sui temi caldi della Serie A attraverso il suo consueto editoriale per tuttomercatoweb.com. "Francesco Totti non è il calcio. Totti è poesia. Totti è l'uomo che fa innamorare i bambini di una palla a scacchi. Quando gli altri giocano, lui inventa. Quando gli altri segnano, lui decide. Totti, però, è un umano come noi. Mangia, beve e cammina. Ha due gambe, due piedi (ma che piedi) e due occhi. Una testa per pensare. Ha una carta di identità che oggi è il nemico principale. Alla fine Spalletti ha ragione da vendere e non saranno certo due gol in due minuti o tre gol in pochi attimi in due gare a farci cambiare idea. Spalletti ha ragione ma sbaglia a straparlare dopo una partita. Totti ha ragione perchè sente di avere ancora benzina ma soprattutto voglia. Questo gli fa onore. Eppure Totti dovrebbe fare un passo indietro. Dovrebbe capire che per 10 minuti può ancora essere decisivo, anche venti, ma per 90 non può e non deve essere una zavorra per il suo allenatore che deve pensare a costruire la Roma del futuro e ha bisogno di tutti al 101%. La gestione del caso Totti è la vera nota dolente di queste settimane/mesi. Pallotta, come noi, non vive la quotidianità di Roma. Non capisce cosa prova un ragazzino quando segna Totti. Prende il cellulare e piange. Totti è poesia. Pallotta è un imprenditore e si dovrebbe assumere le responsabilità di chi comanda. Senza mandare avanti un allenatore o un direttore sportivo; faccia una conferenza stampa e dica cosa vorrà farne di Totti. Che sia il calciatore, il dirigente o se non lo vorrà proprio più vedere come la Juventus ha fatto con Del Piero. Molte cose noi non le sappiamo. Se la Juve ha mandato in Australia Del Piero un motivo ci sarà. E ci fidiamo di Agnelli e Marotta. I calciatori da calciatori hanno il coltello dalla parte del manico ma se il coltello non lo sai usare rischi di farti male. Il tempo è infame, a volte galantuomo; pensa te. Tutto finisce, prima o poi. Totti ha la grandissima possibilità di chiudere la sua storia di Roma da fenomeno e non da calciatore che si trascina sul campo. I gol al Torino servono soprattutto a questo, ma tirare un altro anno non avrebbe senso. Così come non ha un senso vestire altre maglie. Che siano italiane, americane o australiane. Adriano Galliani sta decidendo cosa fare del futuro del Milan, come Berlusconi dovrà capire una volta per tutte se cedere o andare avanti. Parlando di mercato a piccole dosi, ci pare strano che sull'asse Galliani-Preziosi siano stati fatti mille affarri, alcuni buoni alcuni pessimi, e il Milan ancora non abbia opzionato Pavoletti: attaccante di grande qualità e spessore, pronto per una big, anche se la big è ferita nell'anima. Pavoletti è la grande sconfitta del Sassuolo. Una sconfitta tra mille conquiste. Pavoletti ha tutto per vestire la maglia del Milan, ragazzo serio ed attaccante esemplare. Da lui potrebbe e dovrebbe ripartire l'Ital-Milan".







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