Criscitiello: "Il Napoli non è all'altezza del Tricolore. Raiola e i soldi. Serie B macchina eterna"

Il giornalista e direttore di Sport Italia ha fatto il punto della situazione sui temi più caldi del campionato italiano.
Torna il consueto appuntamento con l'editoriale di Michele Criscitiello per tuttomercatoweb.com: "Volevo ringraziare pubblicamente Mino Raiola. Non sapevo proprio cosa scrivere questo lunedì, in assenza di notizie, campionato e mercato. Ho ragionato per giorni ma cose originali e sensate non me ne venivano in mente. Poi leggo le dichiarazioni di Mino e lo ringrazio perché anche quando, come questa estate, non riesce a piazzare mezzo calciatore della sua scuderia riesce a far parlare di sé. Ormai è più personaggio che procuratore. Certo, i soldi li ha fatti e ha vinto lui. Senza dubbio. I soldi, però, non sono tutto nella vita. A maggior ragione se li fai in un Paese e li dichiari in un Principato. Fessi sì… ma non del tutto. In che senso? Mino, prendici pure per fessi, non c’è problema, ma sputarci in faccia no. Premessa: Arrigo Sacchi non è mio amico, lo avrò incontrato solo due volte nella vita, lavora a Mediaset e non a Sportitalia e non sono milanista.
Credo, però, che quando arriva un Mino qualsiasi e sputa in faccia alla storia del nostro calcio, dopo che ci mangia allegramente, abbiamo il dovere di difendere tutti. E in questo caso difendiamo Sacchi. Con questa affermazione ("Sacchi è fuso, mi fa pena! Non ha intelligenza e guidava un Milan che vinceva da solo"), non solo è maleducato nei confronti di una persona più grande, un allenatore che ha scritto pagine di storie, ma dimostra anche poca conoscenza della materia. Iniziamo: non ho visto una squadra al mondo vincere senza allenatore. C’è quello che incide perché è bravo, quello che incide perché gestisce bene i campioni e quello che incide perché sa tenere il gruppo; ma nessuna squadra vince senza una guida. Raiola è un maleducato, ma il problema siamo noi (sistema) che glielo consentiamo. Ormai fa notizia solo offendendo la gente e l’altro problema siamo noi giornalisti che gli diamo ancora voce. Me compreso, che sto commentando le sue parole orribili. Uno così andrebbe espulso dal nostro calcio. Piuttosto perché Mino Raiola non ci spiega come mai questa estate ha fatto flop con Pogba, Balotelli e Kean? Perché non dice che da quando Ibra ha preso il viale del tramonto la sua carriera inizia ad avere battute a vuoto? Perché non spiega come mai riesce a fare operazioni solo con grandi calciatori già affermati e non riesce ad individuare un giovane dopo che ne ha presi tanti in procura e si sono persi in serie C? Sacchi ha vinto e ci ha fatto sognare. Mondiavolo e i Tre tulipani sono dvd che ancora oggi dovremmo rivedere per capire a che calcio eravamo abituati, mentre Mino era già espatriato. Arrigo, non ti conosco e non so chi sei, ma da amante del calcio ti ringrazio per averci fatto godere… Il campionato è fermo, quindi, non so cosa scrivere. Posso tornare indietro di sette giorni. La squadra che più mi ha convinto è stata il Sassuolo, ma non avevo dubbi perché De Zerbi è bravo ed invidiato. Una cosa è certa: se sai fare l’allenatore in D sai farlo anche in A. E’ tutto un discorso di competenze e professionalità. Cambia la categoria, ma cambiano anche i calciatori. La prima sensazione, dopo tre giornate di campionato, è che quest’anno si faccia fatica ad individuare l’anti Juve. Totti dice cose giuste ma nel suo ruolo non può dirle perché siamo in un mondo di ipocriti. La Juve, certamente, non ha già vinto perché il pallone è strano e le partite vanno tutte giocate ma, sinceramente, dobbiamo sperare solo in un suicidio di massa a Vinovo per aprire le porte all’anti Juventus. Votavo l’Inter perché mi sembra la più forte. Voto ancora Inter, mentre non vedo all’altezza del tricolore Roma e Napoli. Squadre che, invece, potranno puntare senza dubbio ad un nuovo posizionamento tra le prime 4. Se il Milan sarà bravo dovrà sfruttare l’andamento negativo di una di queste tre. Vuoto per pieno Allegri non dovrebbe avere problemi in Italia. Tra oggi e domani è attesa la sentenza sulla famosa serie B a 22. Comunque andrà… sarà un fallimento. E’ vergognoso il teatrino al quale abbiamo assistito questa estate. Gente che si sveglia la mattina e cambia i format del campionato, altra gente che giudica ed emette verdetti che poi vengono cancellati per questioni politiche. I campionati iniziano con squadre che riposano, formato ridotti e sentenze aperte. Come se non bastasse, venerdì si sono presi anche altro tempo per riflettere. Su cosa? Tutto questo periodo non è bastato per leggere le carte e farsi un’idea? La Lega Pro ha rinviato più volte i calendari di quanto abbia fatto mia moglie in fase di corteggiamento ad accettare un mio invito a cena. Lei, però, aveva scuse più plausibili. "Poi vediamo… Sì ma oggi non posso… Forse domani…". Da questo marciume ne escono bene solo due Presidenti di Lega che, tra mille difficoltà, hanno almeno salvato la faccia e dimostrato coerenza. Pur subendo grandi danni perché gli unici costretti a slittare l’inizio dei campionati di due settimane. Gabriele Gravina e Cosimo Sibilia hanno dimostrato di essere gli unici a poter fare la politica del calcio in Italia. Per questo motivo il prossimo 22 ottobre non dovranno guardare al nome del Presidente Federale ma dovranno prima guardare al progetto, fare un’alleanza e portare a casa la partita. Il nome che circola di Marotta per la Presidenza Federale non avrebbe senso. Marotta non è un politico del calcio ma è un dirigente di calcio. Ha dimostrato di fare grandi cose alla Juve ma, ahimè, ha anche dimostrato di fare danni non appena ha messo becco nel sistema federale. Continui a fare grande la Juventus e in FIGC dovrà andare qualcuno capace di incidere sulla normalità senza cercare colpi mediatici ad effetto, come le inutili squadre B o una chiusura anticipata del calciomercato che si è rivelata un boomerang per tutti".







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