Coronavirus in Serie A, ecco il numero dei contagiati. L'annuncio di Sampdoria e Verona

Ultimissime dai quartier generali di Sampdoria e Verona, squadre che si sono affrontate l'8 marzo scorso. Per ora nessun caso tra gli scaligeri.
Cresce il numero dei calciatori di Serie A positivi al coronavirus, che adesso sono 7. Tra loro altri quattro giocatori della Sampdoria e uno della Fiorentina. Per fortuna stanno tutti bene. Il club blucerchiato comunica che, «a seguito alla positività al Coronavirus-Covid-19 di Manolo Gabbiadini, in presenza di lievi sintomi sono stati sottoposti a tampone, con esito positivo, i calciatori Omar Colley, Albin Ekdal, Antonino La Gumina, Morten Thorsby e il dottor Amedeo Baldari. Sono tutti in buone condizioni di salute e nei loro domicili a Genova». La Sampdoria, si legge ancora, «ribadisce di aver immediatamente applicato tutte le procedure previste dalla normativa: tutte le sedi del club sono chiuse, la squadra, i dirigenti e i dipendenti potenzialmente coinvolti sono in auto-isolamento domiciliare volontario. Si conferma che tutte le attività sportive sono sospese e che vengono svolte, da remoto, quelle essenziali organizzative del club. Il presidente Massimo Ferrero, i dirigenti, Claudio Ranieri e la squadra - comunica in conclusione il club - invitano tutti a rispettare, con rigore e fermezza, le disposizioni ministeriali e regionali per affrontare insieme, con coraggio e spirito di sacrificio collettivo, questo periodo. Andrà tutto bene. Uniti ce la faremo. Restate a casa".
A questi va aggiunto l’attaccante della Fiorentina Dusan Vlahovic, che è asintomatico e si trova presso la sua abitazione. La società sta attivando in queste ore tutte le procedure di isolamento previste dalla normativa e il censimento di tutte le persone che hanno avuto contatto con lui. In quarantena sono stati messi anche i calciatori del Verona, ultimo avversario della Sampdoria, l’8 marzo. Questo l'annuncio del club scaligero: «Per ora i membri dello staff tecnico e dirigenziale e tutti i giocatori stanno bene: nessuno ha registrato sintomi di allarme, come possono essere febbre, tosse o disturbi alle vie respiratorie, ma devo dire che è ancora presto per dire con certezza che il pericolo è scongiurato». Queste le parola del responsabile sanitario dell'Hellas, Dario Donato, il quale ha aggiunto: «Le canoniche due settimane rimangono un tempo affidabile per poter dire che la squadra è sana. Chiaro che, se dopo dieci giorni, non si presenteranno sintomi, allora sarà altamente improbabile che qualcuno abbia contratto il virus».







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