Cori razzisti contro i napoletani, ma la cosa più triste è un'altra

Il Napoli, complice anche i due punti restituiti dalla Corte di Giustizia Federale, è tornato a far paura.
Il Napoli, complice anche i due punti restituiti dalla Corte di Giustizia Federale, è tornato a far paura. A testimoniarlo i cori contro i partenopei che si sono sentiti a Torino nel corso di Juventus-Udinese. Non si tratta, purtroppo, di semplici sfottò. Cori come "lavali col fuoco, Vesuvio lavali col fuoco" non c'entrano nulla con lo sport, ma costituiscono l'ennesimo episodio di razzismo a cui da decenni, ormai, siamo tristemente abituati. E la cosa più triste e grave è che in pochi, a livello Nazionale, sottolineano questo fenomeno. Capita di ascoltare certi opinionisti affermare: "Non diamo importanza a certi cori, lo stadio è un ambiente particolare in cui tutto è lecito". E no, a questa situazione dobbiamo dire basta, pretendere che i vertici federali prendano i giusti provvedimenti. Il razzismo non si sconfigge con l'omertà, ma con una netta presa di posizione che smetta di giustificarlo. La speranza è che ci siano tanti Boateng partenopei che, dopo aver ascoltato determinati cori, prendano una presa di posizione netta abbandonando il campo. Ma in una gara ufficiale, non in un'amichevole di poca importanza. Napoli merita rispetto anche su un campo di pallone...
Francesco Manno, direttore responsabile AreaNapoli.it








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