Corbo: "Dov'era ADL a Torino? Premio scudetto, Sarri e cessioni. Chiavelli..."

Il noto giornalista ed opinionista, firma del quotidiano 'La Repubblica', ha espresso delle considerazioni sul campionato italiano.
Vi proponiamo il consueto editorial di Antonio Corbo per La Repubblica: "Prima o poi Aurelio De Laurentiis sceglierà la sua parte nella commedia Napoli. Dopo 14 anni di eccentrica presidenza, rimane fuori dalla grande scena. Proprio nella notte del gigante, quando Koulibaly cancella 34 partite per ridurre il campionato alle ultime 4. Per coerenza si è tenuto lontano da Torino, ma anche dalle cronache. Accese le luci annunciando lo scudetto nel ritiro di luglio 2017, poi le ha spente intorno a sé. Un tweet, nulla di più. Era ed è il grande assente di questa formidabile stagione che da domenica lo obbliga a rivedere il suo piano industriale.
Se davvero De Laurentiis ha una calcolatrice al posto del cuore, se è attendista come nel poker, se nello stile di gestione incide un olimpionico delle clausole, Andrea Chiavelli: se è vero tutto questo, la vittoria sulla Juve gli chiede di ripensare il progetto. Da domenica il Napoli è l’unico, autorevole, credibile rivale della Juventus. Sarri l’ha consegnato al rispetto degli sportivi italiani e alla invidia degli juventini dopo troppi dubbi. Qualcosa cambia. Fino a poche ore dalla partita, sembrava tutto più chiaro. De Laurentiis e Sarri si spiavano prima di rinegoziare il accordo: la società sapeva che c’erano club disposti a rilevare l’allenatore, pagando per lui la penale di 8 milioni. Sarri consumava pochi margini di trattativa ipotizzando un suo addio «perché devo essere sicuro di non deludere questi tifosi, altrimenti meglio un passo indietro".
Oggi il Napoli ha un punto in meno ma è in lieve vantaggio sulla Juve per autostima, calendario, gioco di gruppo. Non c’è tifoso che lo immagini senza Sarri, non c’è cronista che non segua con malizia il suo agente, non c’è giorno che Chelsea e Arsenal non pensino a sistituire Arsene Wenger e Antonio Conte. Non solo, la piazza come reagirebbe al cambio della panchina e dei migliori? Koulibaly, Jorginho e Mertens: possibile? E siamo certi che Insigne dialoghi con il disinvolto agente Rajola solo per farsi indicare un buon hotel o un pub a Londra? De Laurentiis, il patron presente-assente, è chiamato quindi a rivedere i calcoli. Non può certo vendere un pezzo da 100 milioni per rifare mezza squadra, come gli riuscì con Higuain. Il progetto è complesso. Chiederà di investire l’attuale tesoretto per potenziare l’organico come non è stato fatto l’estate scorsa ed a gennaio.
Il Napoli fattura poco: metà della Juve, quasi 200 milioni contro quasi 400. Paga meno ingaggi e con cifre più leggere, vero anche questo. La Champions promette meno: 50 milioni per le 4 italiane, diventa un business solo per chi arriva in semifinale. Lo stop del tribunale di Milano all’offerta tv di Mediapro lascia poi incerte le cifre dei proventi tv. Diventa elastico il preventivo di un miliardo per una serie A che ne ha due di costi annui e perde 222 milioni a stagione. De Laurentiis non paga interessi passivi alle banche come quasi tutti i club, anzi vanta 66 milioni di attivo in bilancio. Ma occorrono scelte mirate, mai tentennamenti sul mercato se gli obiettivi sono chiari, ascoltare con interesse Cristiano Giuntoli che talenti ne scopre tanti, per prenderne pochi. L’intesa con il re dei mercanti, il portoghese Mendez, è un vantaggio. Ma rimane fitta la nuova agenda per De Laurentiis: il contratto di Sarri, i premi alla squadra, i giocatori da acquistare, la valutazione di qualche star appannata, la politica federale con o contro la Juve. Voglia o no, la storica vittoria di Torino lo riporta al centro della scena. Ma De Laurentiis ci sa stare, vediamo stavolta come se la cava".







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