Conte fu definito "piangina", ma dopo Empoli-Milan in tanti gli daranno ragione
Antonio Conte, allenatore del Napoli, evidenziò i limiti del regolamento al termine del match contro l'Inter, ma forse ora in tanti gli daranno ragione.

L'introduzione del VAR, comunque utilissima nell'evitare almeno gli errori più evidenti e grossolani, non ha risolto tutte le problematiche del calcio attuale e non ha nemmeno fermato le polemiche (ma su quelle, considerato il forte campanilismo imperante, ci sarà sempre poco da fare purtroppo).
Basti pensare a quanto è accaduto in occasione della partita tra l'Empoli e il Milan. L'espulsione comminata a Tomori è assurda. Il difensore rossonero è stato allontanato dal campo per doppia ammonizione. Ma la seconda è inesistente. Se l’intervento su Colombo, attaccante in forza all'Empoli, era da ammonizione, il gesto di Tomori era sanato dalla posizione di fuorigioco di partenza dell’attaccante.
Il regolamento non prevede l’intervento del Var in caso di ammonizione errata. Se fosse stato rosso diretto allora il Var avrebbe potuto richiamare l’arbitro al monitor. Quindi l’Empoli ha potuto giocare per una decina di minuti in superiorità numerica per una falla interna al regolamento. Antonio Conte, mister del Napoli, aveva denunciato il problema dopo Inter-Napoli, a causa del rigore ingiustamente assegnato ai nerazzurri che avrebbe potuto cambiare l'indirizzo del match e forse del campionato: "Che significa che in certe situazioni il Var può intervenire e in altre no?". Conte fu definito "piangina" dai non napoletani, ma forse qualcuno dopo Empoli-Milan gli darà ragione.








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