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Caro Ancelotti, meglio i silenzi del cuore! ADL, Ciro, Josč, le "marchette" e il diritto di replica negato


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Pubblicato nella sezione Campionato
Caro Ancelotti, meglio i silenzi del cuore! ADL, Ciro, Josč, le marchette e il diritto di replica negato

Momento delicato in casa Napoli dopo le dichiarazioni di De Laurentiis su Mertens e Callejon: Ancelotti prova a fare il pompiere.


Si è passati da "perchè Aurelio De Laurentiis non parla in questo momento di crisi del Napoli?", dopo i due pareggi con Genk e Torino, tra Champions e campionato, a "ma perchè il presidente non perde mai occasione per restare in silenzio evitando di dire cose simili?". Come di consueto, dunque, quando il patron del club partenopeo apre bocca si scatenano polemiche inaudite che certamente non aiutano la squadra in questa fase delicata della stagione. Carlo Ancelotti - con tanto di divisa da pompiere - si è affrettato a dichiarare, in conferenza stampa, che le parole del massimo dirigente della società su Mertens e Callejon ("non sono disposto a fare sforzi per accontentarli", alludendo ai rinnovi contrattuali), sono "dette con il cuore". Lo stesso Ancelotti, quando parlò a sproposito delle presunte condizioni inaccettabili dello spogliatoio del San Paolo (polemica forzata che si è rivelata dannosa sul piano dell'immagine internazionale della città e che ha generato preoccupazioni inutili in Jurgen Klopp, che di lì a poco sarebbe stato ospite del San Paolo con il suo Liverpool), disse di aver "parlato con il cuore".


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Il punto è, car(l)o Ancelotti, che in certi casi bisognerebbe parlare solo con la testa, oppure lasciare spazio ad un silenzio altrettanto sincero, di cuore, per il bene della squadra. Le bordate di De Laurentiis a Josè Callejon e a Dries Mertens sono sbagliate a monte perchè destabilizzano la squadra dall'interno colpendo i due calciatori che forse, più degli altri, tirano la cosiddetta carretta da anni senza badare ai soldi. Ed inoltre non è bello lanciare accuse, parlare di "marchette" sapendo che i calciatori non possono replicare visto che non ne hanno facoltà per evidenti veti societari. Al massimo potrebbero avere una chance di rispondere a qualche domanda nel post gara, ma non è così scontato. E così gli agenti si confidano con i giornalisti ed emergono reazioni e notizie mai del tutto certe. Non era meglio evitare di parlare se l'alternativa era creare il solito scenario da bombardamento dialettico? Si accusano spesso i giornalisti di destabilizzare l'ambiente e anche gli stessi tifosi vengono rimproverati di essere eccessivamente pretenziosi e poco sereni nei giudizi, e poi è lo stesso presidente che invece di riportare la giusta serenità, getta benzina sul fuoco. Scene già viste con altri calciatori del passato: nulla di nuovo, insomma. E vengono alla mente le immagini di Callejon che sul palco di Dimaro abbraccia uno sconsolato Mertens defilato sulla sinistra e lontano dal gruppo. A proposito di "marchette", dalla Cina, per Hamsik, appena qualche mese fa, arrivarano 20 milioni nelle casse del Napoli. In quell'occasione De Laurentiis disse: "Mi sembra giusto accontentare le richieste di Marek". Il problema di Josè e Dries (o forse del Napoli?) è un altro: i loro contratti sono in scandenza nel giugno 2020. Il problema è perderli a parametro zero e dunque, come accaduto con Hamsik, andrebbero eventualmente venduti a febbraio...


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Luca Cirillo


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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