Buongiorno, qualcuno comincia a dimenticare...e questo fa dispiacere

È giusto criticare un calciatore che commetta tanti errori, purché resti però nella correttezza. Su Alessandro Buongiorno, però, si sta esagerando.
È naturale che, quando si commettono errori, la critica trovi spazio. Il calcio è uno sport in cui ogni gesto viene osservato, analizzato, talvolta ingigantito: compagni di squadra, allenatore, tifosi, stampa e persino gli amici diventano spettatori attenti, pronti a giudicare. E quando gli errori iniziano ad accumularsi, è comprensibile che qualcuno sfoghi la propria frustrazione.
Tutto legittimo, purché resti nei confini della correttezza. Alessandro Buongiorno, inevitabilmente, non sta attraversando un periodo sereno: rigori concessi per ingenuità, marcature sbagliate, e ieri, contro il Genoa, due errori pesanti che hanno portato alle reti dei rossoblù. È evidente che il difensore stia vivendo un momento complicato dal punto di vista psicologico, forse anche condizionato dagli infortuni che ne hanno minato sicurezza e lucidità nelle scelte.
Ma da qui a leggere alcuni commenti velenosi come "via da Napoli!", ce ne corre. Qualcuno sembra aver già dimenticato chi sia Buongiorno. Dimentica ciò che ha fatto nella scorsa stagione, dimentica che è stato uno dei protagonisti del quarto Scudetto, dimentica soprattutto l'immagine più significativa: quel ragazzo seduto in panchina, con le lacrime agli occhi, consapevole dei propri errori e ferito nell'orgoglio.
Un'annata storta può capitare a chiunque. Buongiorno resta un calciatore di qualità, un professionista serio e proprio per questo meriterebbe sostegno, non condanne sommarie. Aiutarlo a rialzarsi è un dovere, non solo umano ma anche sportivo: perché un giocatore così, quando ritrova fiducia, può tornare a essere una colonna della squadra.






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