Bologna, Porcedda torna a Casteldebole: poi viene scortato in Procura

Poco dopo le 11 Porcedda ha lasciato il centro tecnico del Bologna, scortato da due auto della Digos tra gli insulti di una trentina di tifosi.
Bologna si è risvegliata ancora intontita dopo le brutte botte di ieri: la quasi certezza di 4 punti di penalizzazione, la mezza fuga del presidente Porcedda e lo spettro del fallimento se nuovi imprenditori non rileveranno la società . La mattina di oggi non è cominciata molto meglio. Sergio Porcedda si è ripresentato a Casteldebole, per ora senza rilasciare dichiarazioni o convocare una conferenza stampa, peraltro sconsigliata dai carabinieri, che ieri hanno raccolto la sua denuncia per truffa contro due intermediari che gli avrebbero garantito due inesistenti fidejussioni da 6-7 milioni di euro per pagare i debiti e si sarebbero invece intascati laute provvigioni. Poco dopo le 11 Porcedda ha lasciato il centro tecnico del Bologna, forse alla volta della Procura, scortato da due auto della Digos tra gli insulti di una trentina di tifosi riuniti ai cancelli di Casteldebole, dove è stato appeso uno striscione: ''Tifosi e squadra uniti per questa battaglia''.







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