Bologna-Napoli, pagelle: Ospina come Giucas, Lozano è Dynamo. Osimhen e Koulibaly impetuosi

Tre punti importanti per la squadra di Gattuso che si rilancia in alta classifica. Ottime le prove di Hysaj, Bakayoko e Insigne. Mertens a tratti.
Il Napoli riprende il cammino verso la meta stagionale, ovvero quel piazzamento che spedisce ai gironi della prossima Champions. Guai a parlare di altro, Gattuso si arrabbia. A Bologna basta un gol di Osimhen, bravo a spiccare il volo per sublimare, di testa, la perla di Lozano che prima imbambola l'avversario correndo fino alla linea di fondo palla al piede e poi pennella sulla testa del nigeriano. 0-1: tutto molto bello, per dirla con Pizzul. Intorno al gol le occasioni mancate da Insigne e Mertens. Nel secondo tempo i partenopei legittimano il vantaggio con un gol di Koulibaly, ma l’arbitro Pasqua, evidentemente fuori stagione, rompe le uova agli azzurri e al regolamento: non solo non vede, né lui né l’uomo al VAR (Abisso, nomen omen), la netta trattenuta in area su Osimhen, ma viviseziona un fallo di mano dello stesso Victor in caduta perché sbilanciato. Decisione cervellotica e tutta da spiegare. Ma si sa, gli arbitri non parlano. Non possono. Non mancano le occasioni da gol per il Bologna, ma Ospina ipnotizza con maestria sia Orsolini sia Palacio ispirandosi in maniera evidente al grande Giucas Casella. Tre punti preziosi per il Napoli, dunque, che si rialza subito dopo la sconfitta casalinga al San Paolo contro il Sassuolo. Le pagelle di Areanapoli.it
Ospina: 7,5. Le sue parate su Orsolini e Palacio valgono come due gol, soprattutto perché sono arrivate nel corso di un match avaro di sollecitazioni. Come di consueto è abile con il pallone tra i piedi. Decisivo!
Di Lorenzo: 6,5. Tutt’altra prova rispetto alle ultime: attento, preciso sia nella linea orizzontale che verticale. Recupera palloni, entra in campo e sostiene i movimenti di Lozano.
Manolas: 6,5. Una prestazione in linea con le sue caratteristiche migliori: velocità, marcatura, pressing alto, a tratti altissimo e prontezza nei rientri. Con il pallone tra i piedi, inoltre, sbaglia pochissimo.
Koulibaly: 7,5. In 90’ dimostra che in Croazia si è trattato solo di una parentesi di smarrimento. A Bologna si rivede il Kalidou gigantesco, a cui i compagni quasi si aggrappano per respingere, insieme a lui, le sortite degli avversari. Non sbaglia nulla e trova anche un gol spettacolare, annullato ingiustamente dall’arbitro Pasqua, in vena di protagonismo. Noi glielo concediamo lo stesso.
Hysaj: 7. Alla cura Gattuso manca solo il rinnovo per chiudere il cerchio. Anche a sinistra, fascia non sua, dimostra di aver imparato alla perfezione i movimenti che chiede il mister tra linea (Palacio finisce spesso nella trappola del fuorigioco), sovrapposizioni e appoggi. Precisissimo anche nei passaggi. Un Elseid così è insostituibile, soprattutto se Mario Rui e Ghoulam, a detta di Gattuso, non si applicano come dovrebbero.
Fabian Ruiz: 6,5. I numeri parlano per lui: tocca 87 volte il pallone ed è preciso nel 94,6% delle volte. Il Bologna non si chiude a riccio e prova a giocare. E così lo spagnolo si esalta nella giocata verticale e nel portare palla tra le due trequarti. Il punto è: quante squadre se la giocano a viso aperto?
Bakayoko: 7. Gli manca solo un po’ di brillantezza in più, poi è come al solito un importante baluardo in mezzo al campo. Si trova sempre al posto giusto e al momento giusto ed è anche piuttosto preciso nella distribuzione del gioco.
Lozano: 7,5. Scheggia, giocoliere, prestigiatore: da solo vale il prezzo del biglietto. E Denswil, incantato, lo paga volentieri. Poi si accorge di essere parte del numero e vittima del messicano nella pista circense, e così passa alle maniere forti per arginarlo. Pasqua gli regala l’uovo con i cartellini ben chiusi all’interno, e così Hirving è costretto a dribblare anche la sua ferocia come quando vola via sull’out destro: prima gli fa passare il pallone nel calzoncino vestendo i panni del noto Dynamo, poi disegna l’arcobaleno sul quale sogna e segna Osimhen. Venghino signori venghino. Dal 75' Politano: sv.
Mertens: 6,5. Oltre la sufficienza, senza dubbio. Tuttavia è strano vederlo poco ispirato nella stoccata finale. Spreca almeno due occasioni e non è da lui. Ma lo ripetiamo, la poca lucidità potrebbe essere figlia del sacrificio al quale è chiamato tra pressing e densità senza palla. Nell’azione del gol, inoltre, si porta dietro un difensore del Bologna e apre il varco ad Osimhen. Dal 75' Zielinski: sv. Sarebbe ingenero dargli una insufficienza. Ha bisogno di minuti per ritrovarsi dopo il Covid. Non mancano buoni spunti in avanscoperta e nei movimenti tattici, tuttavia è troppo impreciso con il pallone tra i piedi.
Insigne: 6,5. La sua presenza è fondamentale per il Napoli: Lorenzo è un riferimento con e senza palla. Tiene alta la squadra, ispira i compagni e attira a sé gli avversari. Gli manca un po’ di precisione in diverse conclusioni da posizione favorevole. Qualche scoria dell’infortunio c’è ancora. Forse. Dall'81' Elmas: sv. Come Piotr, minuti nelle gambe per ritrovarsi.
Osimhen: 7,5. Troppe critiche nei riguardi di questo ragazzo che canta e porta la croce con grande generosità in ogni gara. Che debba affinare alcuni aspetti tecnici, lo sa anche lui, ma ha tutto per diventare un giocatore importante. E’ un incubo per i difensori del Bologna che lo seguono ovunque e quando lo perdono sono dolori. Come in occasione del gol: Victor accorcia su Lozano, poi taglia subito in area dopo il guizzo del compagno, si invola nel sentiero indicato da Mertens e poi vola in alto per trasformare in oro il cross del messicano. Dall’81’ Petagna: sv.
Gattuso: 6,5. Ormai è conclamato: quando il Napoli affronta squadre che non si chiudono a riccio, ma che provano a giocare, viene fuori la grande qualità e l'esplosività del reparto avanzato. E, a ruota, si esaltano anche centrocampo e attacco. Al Bologna le occasioni per pareggiare non sono mancate, ma Ospina ha confermato di meritare la fiducia del mister. Del resto anche i partenopei hanno avuto altre chance per legittimare ancora di più il risultato. E non sono mancate nemmeno le discutibili decisioni dell'arbitro e del VAR che hanno sfavorito gli azzurri. Gattuso fa bene ad osare, a provare un calcio spumeggiante, ma all'occorrenza dovrebbe speculare di più, sia in senso filosofico sia nel senso di calcolo senza scrupoli: meditare, riflettere sui suoi concetti di gioco ma badando soprattutto alla sostanza oltre la forma... per guadagnare quanti più punti e possibile.
Luca Cirillo








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