Benitez-Mazzarri, filosofie agli antipodi, ma stesso integralismo?

Una sfida nella sfida. Napoli-Inter, ma soprattutto Walter Mazzarri contro Rafa Benitez, due uomini agli antipodi e due filosofie calcistiche che, forse, lo sono ancor di più
Una sfida nella sfida. Napoli-Inter, ma soprattutto Walter Mazzarri contro Rafa Benitez, due uomini agli antipodi e due filosofie calcistiche che, forse, lo sono ancor di più. C'è solo un aspetto che, a detta di molti, sembra accomunarli: l'integralismo tattico. Infatti, se il toscano ammetteva varianti al suo 3-5-2 (o 3-4-2-1) solamente a gara in corso, lo stesso si può dire dello spagnolo, profondamente legato al suo 4-2-3-1. Un modulo "sacro", "manomesso" dal tecnico del Napoli solo quando c'è la necessità di recuperare e, quindi, di diventare più offensivi.
Integralismo condiviso e filosofie opposte, si diceva. Sì, perchè non crediamo di compiere atto di lesa maestà nel definire Mazzarri accorto (difensivista?) e Benitez propositivo (spregiudicato?). Due modi di intendere il calcio profondamente diversi. Volto al possesso palla e all'imposizione del proprio gioco quello di Rafa, basato sull'attenzione spasmodica nel difendere e coprire gli spazi per poi far male con le ripartenze (buon, vecchio "contropiede") quello dell'attuale trainer nero-azzurro.
Due "politiche" distanti, ma anche due caratteri diversi. Se Mazzarri è sempre sul pezzo, teso, permaloso e nevrotico, Benitez si presenta sempre pronto alla battuta, sicuro di sè e disteso. Probabilmente il primo è più "trasparente", nel senso che non fa mistero del proprio stato d'animo, è più istintivo e tignoso e dice sempre ciò che pensa, senza badare troppo alla forma. L'altro, che ha un "retaggio culturale" differente, dovuto alle esperienze in altri paesi europei, è più "ermetico". Tra quel che dice e quel che pensa potrebbe passarci un mondo. Sa celare le proprie emozioni, sempre tenute a bada, ostentando sicurezza.
Per tante differenze, si diceva, c'è un parallelismo che può essere fatto e riguarda l'integralismo tattico dei due allenatori. Integralismo più volte sottolineato da una parte dei tantissimi (e competenti) tifosi del Napoli che, solo pochi mesi fa, lamentavano l'eccessiva prudenza di Mazzarri, mentre oggi considerano il gioco di Benitez troppo spregiudicato. Il commento più in voga era: "Perchè giocare sempre con i tre in difesa, anche contro squadre che giocano con una punta sola? Perchè, in alcune occasioni, non rinunciare ad un difensore per inserire una punta in più? Magari in casa, con le piccole?". Oggi, invece, l'appunto mosso a Benitez è: "Ma, contro avversari forti e su campi difficili, non sarebbe meglio giocare con una punta in meno?".
Uomini agli antipodi che subiscono critiche diametralmente opposte. Difficile non sia così. Chissà che la "verità" non stia nel mezzo. Come spesso accade.







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