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Benevento-Napoli, pagelle: Insigne saetta, Petagna bombardiere, Politano illuminante


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Pubblicato nella sezione Campionato
Benevento-Napoli, pagelle: Insigne saetta, Petagna bombardiere, Politano illuminante

Il Napoli di Gattuso centra la quarta vittoria in campionato: in gol Lorenzo Insigne e Andrea Petagna.


Il Napoli conquista la quarta vittoria di fila in campionato battendo in trasferta il Benevento: partenopei a punteggio pieno (anche se il giudice sportivo, per ora, ha tolto un punto e dato la sconfitta a tavolino contro la Juventus per le note vicende). Domenica primo novembre arriverà il Sassuolo al San Paolo, ma giovedì ci sarà il match di Europa League contro la Real Sociedad a San Sebastian. Contro i sanniti la squadra di Gattuso offre una prestazione dai due volti: lenta, macchinosa, prevedibile e con pericolosi cali di tensione nel primo tempo, arrembante e di personalità nella ripresa. Insigne riporta il Napoli in partita dopo il gol del fratello Roberto, mentre Petagna chiude i giochi sfruttando un perfetto assist di Politano. Queste le pagelle di Areanapoli.it


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Meret: 7,5. La parata al 96’ è troppo importante perché consente al Napoli di portare a casa i tre punti: vale come un gol decisivo e il voto cresce inevitabilmente. Nell’azione del gol del Benevento è il meno responsabile visto che Roberto Insigne è lasciato tutto solo nell’area piccola, ma prende gol sul suo palo e forse – anche se sarebbe stato un miracolo – qualcosina in più si poteva fare. E’ solo una sensazione senza addebito. Buoni i disimpegni con il pallone tra i piedi.


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Di Lorenzo: 6. E’ un appoggio costante quando il Napoli manovra, tuttavia il feeling con Lozano nelle sovrapposizioni non è il massimo. La situazione migliora quando entra Politano. Squadra messa male nel ripiegamento difensivo quando il Benevento va in vantaggio, lui si era spinto in avanti.

Manolas: 6. Una disattenzione marchiana quando dimentica Insigne tutto solo nell’area piccola lasciandolo libero di battere Meret. Prova a farsi perdonare sul finire del primo tempo andando a staccare di testa: solo la traversa gli nega la gioia del gol. Nel complesso si destreggia bene, la squadra di Inzaghi non tira mai e anche nel gioco aereo il greco spadroneggia.

Koulibaly: 6. Come detto, lo sviluppo dell’azione giallorossa che porta al gol dei padroni di casa, è figlio di più colpe tra i partenopei e anche lo stesso Kalidou non eccelle nel contenere la verve di Lapadula, che poi serve Insigne. E’ l’unica nota stonata di una partita senza particolari apprensioni. 

Mario Rui: 6,5. Si vede che non ha ancora la fluidità dei tempi migliori, ma Inzaghi è comunque costretto ad alzare Maggio per contenerlo. In difesa è certamente il più lucido per letture e personalità, soprattutto quando salva capra e cavoli su un colpo di testa di Maggio.

Bakayoko: 6. Quando il Benevento si arrocca, va in apnea: del resto non è lui che deve illuminare il gioco. Attento e solido nei contrasti, si produce in ordinati cambi di gioco. Agisce tra le due trequarti per mettere e togliere pressione a compagni ed avversari. Un problema al ginocchio lo costringe ad uscire. Dal 74’ Demme: 6. Ordinato, dinamico, tignoso nei contrasti e lucido nel passaggio sia in orizzontale che verticale. Serve a Politano un buon pallone, l’esterno calcia e scheggia l’incrocio.

Fabian: 5,5. Vive un momento di appannamento evidente: lento, impalpabile, poco ispirato nel creare gioco e fraseggi nella zona nevralgica. Forse ha bisogno di riposo a causa dei tanti impegni senza soste. Dall’87 Lobotka: sv.

Lozano: 6. Sulla corsia di destra mostra qualche indecisione di troppo. Una chiara involuzione rispetto alla gara contro l’Atalanta, ma nulla di preoccupante. Nonostante tutto si procura un calcio di rigore (per tanti addetti ai lavori è netto) che Doveri e Valeri (VAR) non vedono. E’ comunque una spina nel fianco degli avversari pur mostrando poca cattiveria in zona calda. Dal 58' Politano: 7. E’ in un momento di grazia: dopo il bellissimo gol all’Atalanta, il perfetto assist vincente per Petagna dopo aver saltato con un birillo un avversario. Colpisce, come detto, anche un legno ispirato da Demme. 

Mertens: 5,5. Prova a dare una mano tra mediana e attacco svariando su tutta la trequarti, ma la rete costruita da Inzaghi per impedirgli di ricevere il pallone, è molto efficace.  E così Gattuso capisce che è arrivato il momento di piazzare l’artiglieria pesante in area e lo sostituisce. Dal 58' Petagna: 7. Già da tempo dava segnali importanti. Approccio famelico nell’azione del gol vittoria: apre il varco a Politano che dribbla un avversario e gli restituisce il pallone su cui c’è scritto “devi solo segnare”: Andrea fa partire una bomba che piega le mani a Montipò. Lucido nelle direzioni ad incrocio con Osimhen rispetto al quale si sistema in verticale e dimostrando di essere attento nel contro-movimento. Notevole anche la sostanza quando c’è da dare una mano a ritroso.

Insigne: 7,5. Una sola parola: scatenato! Montipò si supera volando su un suo bolide indirizzato all’incrocio. Poi segna e il VAR annulla per fuorigioco, ma dai e dai arriva la perla, di sinistro, dal limite dell’area dopo aver saltato un avversario: la saetta mancina bacia la traversa e si spegne dietro la linea. Corre e si sacrifica a tutto campo: l’infortunio è solo un brutto ricordo. Dall'87' Ghoulam: sv.

Osimhen: 6. Dopo l'AZ, anche il Benevento imposta la gara con una grande ragnatela difensiva: il nigeriano ha pochi varchi in profondità anche se fa a sportellate con tutti i difensori per consentire ai compagni di incunearsi. Dopo il gol del pareggio di Insigne, il Benevento si scopre un po' e lui ne approfitta, tuttavia non ha i rifornimenti giusti. Si porta comunque tanti uomini dietro e tiene in apprensione gli avversari per tutta la partita.

Gattuso: 6,5. Partita dai due volti: primo tempo al piccolo trotto e con tante distrazioni; ripresa all'insegna del "vi facciamo vedere ora chi siamo noi". Insigne prima (gol da campione) e Petagna poi (entrato dalla panchina) regalano i tre punti. Il Napoli deve capire che non può sottovalutare nessun avversario e che se non gioca sempre al massimo dei giri (nei limiti del possibile), rischia contro chiunque. Buoni i cambi e la gestione tattica in corso d'opera, ma il 4-2-3-1 non sia un'ossessione: Gattuso nella seconda parte dello scorso campionato ha costruito un Napoli solido con il più classico gioco all'italiana, difesa e contropiede. Che non è per forza un brutto tatuaggio sul volto che va cancellato, anzi. La rosa ampia consente di variare molto.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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