Beccantini: "Incomprensibile attacco di Sarri. Calcio ai luoghi comuni. Manca poco alle idi di marzo"

Il noto giornalista e scrittore Roberto Beccantini ha espresso alcune considerazioni sul club azzurro nel suo consueto editoriale per Eurosport.
Il noto giornalista e scrittore Roberto Beccantini ha espresso alcune considerazioni sul club azzurro nel suo consueto editoriale per Eurosport. "Prima o poi il Napoli pagherà la sua rosa. Prima o poi uno scudetto la Juventus dovrà pure perderlo. Erano, e rimangono, questi i confini del duello. Bergamo era tappa cruciale. La squadra di Allegri vi aveva sciupato una dote di due gol, addirittura. Alla squadra di Sarri, del quale non ho capito l’attacco al calendario cinico e baro (?), ne è bastato uno. L’Atalanta, tra parentesi, era la sua bestia nera. Gasperini era squalificato, Petagna non ha giocato: sono attenuanti, non tali però da mettere in discussione il risultato".
"Si diceva del Napoli: per essere grande, deve essere bello. Sono aggettivi pericolosi, che spesso i tifosi piegano ai propri interessi. Il Napoli di Bergamo è stato grande senza essere bello. Grande, perché ha sofferto e concesso poco, meno di quanto non avesse prodotto per spaccare l’equilibrio e poi per raddoppiare. E persino da un possesso palla quasi pari (Atalanta 48% Napoli 52%, fonte Lega di serie A) ha ricavato il massimo: cosa che, in passato, non sempre gli succedeva".
Il gol di Mertens - a secco da nove partite - è un avviso ai naviganti e alla Var: come la rete di Hamsik, nel finale; come il gol di Cacciatore annullato in Chievo-Udinese pre-sosta. Centimetri o no, fateci sapere. Fin lì, il belga era stato soverchiato da Caldara. Da lì, l’ha soverchiato. E’ stata una sfida noiosa, fisica, più da Allan che da Gomez o Insigne, in balia di un pressing ruvido che sporcava le traiettorie e limitava le occasioni. Per vincere questo tipo di incontri, devi essere più «forte». Il Napoli lo è stato. Senza toccare picchi clamorosi, ma con la maturità che, spesso, le soste incrinano".
"L’Atalanta è un calcio ai luoghi comuni: difende a tre, marca a uomo eppure il suo modo di porsi ha scatenato i paragoni più arditi e suggestivi. Il Napoli non ha avuto fretta: l’ha attesa, l’ha confusa. La fase difensiva di Sarri (13 gol) resta la migliore, e anche questo - in Italia, soprattutto - costituisce un indizio significativo. In attesa di Ghoulam e Milik, la staffetta tra Insigne e Hamsik non mi è parsa banale: sono pochi i tecnici che possono permettersela".
"Nelle puntate precedenti - tre in campionato, una in coppa - era stata quasi sempre la Dea a disarmare il Napoli. Questa volta è stato il Napoli. Juventus-Genoa di stasera fisserà la classifica. Il Napoli ha un saldo attivo di dieci punti rispetto a un gennaio fa e deve far fronte a non più di 17 gare, Europa League esclusa. Di solito, sono le idi di marzo a decidere. Non manca molto. Ospiterà le romane, dovrà visitare le milanesi e la Juventus. Nessun dubbio che il gol di Higuain al San Paolo pesi: ma quanto, nel dettaglio, è ancora presto per dirlo. Lo indicheranno i prossimi capitoli".







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