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Beccantini attacca Sarri: "Le cifre di fine partita parlano di un assedio, ma è calcio, non basket..."


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Pubblicato nella sezione Campionato
Beccantini attacca Sarri: Le cifre di fine partita parlano di un assedio, ma è calcio, non basket...

Il paradosso del Napoli è il catechismo sarriano. Pregevole, ma "immobile". Manca - e ieri sera, è mancata addirittura a Hamsik.


Roberto Beccantini, giornalista, si sofferma sul Napoli muovendo alcune critiche all'allenatore azzurro, nel corso del suo editoriale apparso su Eurosport.com: "Dalla prima mezz’ora con la quale incenerì il Milan al lungo bivacco sull’uscio del Palermo c’è tutto il Napoli. La sua bellezza, che non sempre è forza, e i suoi limiti, che possono essere fatali. Per carità, nel basket sarebbe finita di almeno venti punti, ma dal momento che questo è il calcio, e questo - a volte - il Napoli, come sarebbe finita senza la papera di Posavec? Il quale Posavec, a onor del vero, prima e dopo aveva parato molto.

 


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E così, niente aggancio alla Roma. Il Napoli continua a vantare il miglior attacco ma il gol di Nestorovski una grande squadra non lo prende. Il problema non è stato la gestione, come a San Siro. È stato l’approccio, il gioco. Con il «Movimento cinque stelle» Allegri sta sterzando sul piano della manovra; Sarri, lui, sembra prigioniero dello splendido castello che ha costruito, quel 4-3-3 che, al massimo della condizione, potrà mettere in difficoltà persino il Real, specialmente al Bernabeu, ma che in carenza di spazi soffoca nel labirinto.

 

Resta, il Napoli, la squadra che ha perso di meno - tre sconfitte contro le quattro della Juventus, le cinque di Roma e Fiorentina, le sei di Inter, Milan e Lazio - ma in casa non riesce a essere brillante e disinvolto come in trasferta (18 punti, gli stessi della capolista). Qualcosa di simile era già successo con la Sampdoria.

 

Presto, la difesa riavrà Koulibaly e l’attacco, Milik. Il paradosso del Napoli è il catechismo sarriano. Pregevole, ma «immobile». Manca - e ieri sera, è mancata addirittura a Hamsik - la rabbia che trasforma un collegio in un branco sporco, brutto, cattivo. Capace di andare, comunque, oltre i limiti di un ceffone imprevisto, di uno sparo nel buio.

 

E poi il centravanti. Il k.o. di Milik aveva spinto Sarri a inventarsi il «falso nueve» (Mertens). Caviale e champagne se gli avversari non si chiudono a chiave; un po’ meno, se lo fanno. Per questo, l’allenatore aveva provato Gabbiadini: non gli piacque. Per questo, la società aveva reclutato Pavoletti. È entrato a ripresa inoltrata, Mertens ha arretrato il raggio d’azione, il Napoli non ha alzato né il ritmo né cambiato menu. Come se il centravanti non ci fosse. E invece c’era, e sarebbe servito.

 

Il catenaccione di Lopez, quarto «staffettista» di Zamparini, l’ha costretto ad avere pazienza, e la pazienza, quando il risultato barcolla, non viene presa bene dai tifosi (vedi alla voce pressione ambientale).

 

Le cifre raccontano di un assedio, dal possesso palla (76%) ai corner (14), alle occasioni (almeno 7), ma ripeto: è calcio, non basket. Ci sono i pali, c’è il portiere. E troppi errori, sotto porta. Sfortuna, mira, carattere? Di tutto un po’.

 

Al netto degli episodi, si tratta di ristabilire un corretto rapporto fra casa e trasferta. Anche in Champions è andata meglio fuori: due vittorie e un pari contro una vittoria, un pari e una sconfitta. Con il Real si comincia il 15 febbraio, al Bernabeu. Una piccola stampella".


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