Bargiggia punge Sarri: "Un bel secchio d'acqua gelata in faccia! Filosofi napoletani, ADL..."

Duro affondo del giornalista ed esperto di calciomercato di Premium Sport che attacca l'allenatore partenopeo ed il club nella sua analisi della Serie A.
Paolo Bargiggia non le manda a dire al Napoli e a Maurizio Sarrinel suo editoriale per ilprimatonazionale.it: "L’integralista Sarri, smentito dalle sue riserve e dal cambio di modulo che gli hanno portato la vittoria oramai insperata con il Chievo al San Paolo. Per un ostinato come il tecnico toscano, un bel secchio d’ acqua gelata in faccia, ma mai forse cosi’ benvenuto perché è servito a tenere aperta la corsa scudetto del Napoli, anche se sempre a meno quattro dalla Juve capolista che aspetta Hamsik e compagni allo Stadium nella sfida del prossimo 22 aprile. Ma ad un certo punto –fino al minuto 88- con il Chievo era davvero finita per gli uomini di Sarri: sotto 1 a 0, i bianconeri che avevano vinto sabato a Benevento a più 7. Tutto questo, prima delle reti dei due panchinari: Milik (entrato al minuto 64 per sbloccare lo stallo dello 0-0) prima e Diawara (in campo questa volta dall’inizio solo perché Jorginho era squalificato) poi, con i 3 punti arrivati dopo il ribaltamento definitivo al minuto 93.
Il tutto attraverso un cambio di modulo che per Sarri è forse peggio che sconfessare il suo credo politico e le sue origini: dal solito 4-3-3 al 4-2-3-1 per far coesistere un Mertens un po’ imbolsito perché “l’allenatore con la tuta” non lo fa respirare mai, nemmeno quando si fa parare un rigore (da Sorrentino con il Chievo) o ha la lingua sotto le scarpe. Ma siccome Mertens (sostituito da Rog solo a partita finita, al minuto 50) è il Falso Nove che in queste due stagioni ha contribuito a tenere in alto la squadra a suon di gol, facendo parlare di originalità tecnico-tattica e alimentando l’ego ipertrofico di chi ha avuto l’idea, adesso per il suo allenatore ha il valore della Madonna di Lourdes. Lui, il belga tascabile che, come quasi tutti i soliti 11-12, aggiungiamoci anche Zielinski, va sempre in campo, manco il Napoli giocasse il torneo Aziendale o facesse gli Amatori il sabato pomeriggio. Certe scelte un po’ ottuse hanno portato la squadra quasi deliberatamente fuori dalla Coppa Italia e dall’Europa League, in ossequio all’Ossessione Scudetto.
E, se adesso, a sette giornate dalla fine il Sogno è ancora possibile, forse non è tutto merito del suo allenatore, cosi’ tanto osannato dai filosofi e opinionisti radical chic della gauche pallonara e anti Sistema quello, secondo loro, incarnato dalla Juventus, dalla sua storia, dalla sua organizzazione e da Allegri. Anzi, questa appassionante corsa scudetto che ci rimane da vivere, non è più Allegri contro Sarri, ma Allegri contro De Laurentiis. Perché domenica con il Chievo, quasi tutte le teorie e gli integralismi di Sarri sono saltati per aria: Milik e Diawara, gli eroi del San Paolo sono stati voluti e presi dal padrone del Napoli; l’attaccante polacco quasi come un perfetto carneade per sostituire Higuain, dopo aver fatto finta di trattare Icardi per dare uno zuccherino alla piazza.
Sarri avrebbe voluto altri giocatori, i suoi trombettieri sollevano sempre le dolenti note di un allenatore costretto a fare le nozze con i fichi secchi, con giocatori inadatti e investimenti risibili rispetto alla Superpotenza Juventus. Analisi oggettiva nei numeri, ci mancherebbe, ma non comprovata dai fatti sul campo: anzi, smentita in una soleggiata domenica di aprile contro il Chievo. Buona corsa scudetto a tutti".







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