Ancelotti in Arancia Meccanica: i suoi generali fortunati cantano "Singing in the rain" in Napsat

Ancelotti lo aveva detto in settimana che Napoleone preferiva i generali fortunati a quelli bravi, ed il suo maestro Sacchi era per "occhio, pazienza e bus de cul".
Le condizioni climatiche epiche accompagnano da sempre la carriera di Carlo Ancelotti. Da giocatore, la leggenda del suo Milan nacque da un nebbione omerico al Marakana di Belgrado, nebbione provvidenziale perché i rossoneri perdevano uno a zero e il sistema difensivo di Sacchi era completamente saltato sotto i colpi di Savicevic. Nella ripetizione del match, avvenuta il giorno dopo, nascerà la leggenda del Milan degli olandesi che rivisitò in chiave moderna le teorie dell’Olanda di Crujff e Michels, la leggendaria Arancia Meccanica.
Già, Arancia Meccanica, il distopico capolavoro di Kubrick, che include nella sua colonna sonora Singing in the rain, una canzone che visto il diluvio biblico del Ferraris ci sembra perfetta, specie nella chiave in cui fu utilizzata nel film del 1971. Chissà se Ancelotti nei due intervalli del match avrà parlato ai suoi usando il Nadsat (la lingua artistica inventata dallo scrittore di Arancia Meccanica, Anthony Burgess, un misto tra inglese e russo) forse sì avendo allenato il Chelsea di Abramovic o forse ne avrà creato una nuova il Napsat (un misto tra Napoletano e russo).
Elucubrazioni nostre a parte, Carlo da maestro Zen flessibile quale è ha saputo ancora adattarsi come l’acqua alle circostanze che la partita richiedeva mandando dentro i due Drughi terribili (Fabian e Mertens) al posto degli spenti polacchi Zielinski e Milik. Questi ultimi hanno cantato sotto la pioggia alla Alex De Large, colpendo il pallone con la stessa ultraviolenza con la quale i giovani scapestrati colpivano le povere vittime innocenti, ribaltando la partita con l’istinto e con la classe perché nella piscina del Ferraris, pensare la giocata era per gli stupidi, mentre i cervelluti si dovevano affidare all'ispirazione, ed è stato così che Fabian e Mertens hanno impattato il match. Poi il buon Bog (Dio) ci ha messo lo zampino per sancire il successo azzurro, del resto Ancelotti lo aveva detto in settimana che Napoleone preferiva i generali fortunati a quelli bravi, ed anche il suo maestro Arrighe lo ricordava di continuo nella vita e nel calcio ci vuole “Occhio, pazienza e bus de cul”.
Fabio Gentiluomo







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