Altro che Juve e arbitri: ecco i veri "nemici" di ADL e del calcio

Meglio dirlo subito. De Laurentiis ha fatto bene a non mandarle a dire dopo Napoli-Juventus. Lo stesso vale per Rafa Benitez, che merita un voto in più.
Meglio dirlo subito. De Laurentiis ha fatto bene a non mandarle a dire dopo Napoli-Juventus. Lo stesso vale per Rafa Benitez, che merita un voto in più per l'eleganza e la classe con cui ha sintetizzato un concetto vecchio come il calcio stesso. "Ci può stare", già, una scelta di parole da Oscar, Nobel, e Pulitzer messi insieme.
Ecco, è proprio lì la chiave di volta. Chiunque, nel panorama calcistico italiano, ha sentito sua quell'espressione. Perchè in questo paese, dilaniato da Nord a Sud da divisioni endemiche che in molti fingono di non vedere, se c'è un "collante comune" a tutti i tifosi italiani, è il concetto che la Juventus FC è favorita dagli arbitri o che, comunque, "nel dubbio, con loro, ci può stare". Attenzione, favorita non nel senso che le altre, ogni tanto, non lo siano (la Roma si sta battendo bene). Ma la "Vecchia Signora" lo è in maniera diversa, più scientifica, più chirurgica. Lo è, in particolar modo, quando si tratta di scontro diretto.
Senza scavare troppo negli almanacchi, vengono subito in mente il mancato rigore assegnato all'Inter per fallo di Iuliano su Ronaldo dell'aprile '98 (testa a testa Inter-Juve per lo scudetto), il gol valido annullato a Muntari del febbraio 2012 (testa a testa Juve - Milan per lo scudetto) con arbitro...Tagliavento (si, proprio lui), o ancora l'ultimo Juventus-Roma con il "Rocchi show" (due rigori inesistenti assegnati ai bianconeri). E poi Napoli-Juve, non proprio uno scontro diretto, ma con gli azzurri che, vincendo, avrebbero potuto rimettersi in corsa, quantomeno, per provare a dar fastidio ai piani alti.
Quindi, la domanda a questo punto è: a cosa serve, ogni volta che c'è l'aiutino di turno, scandalizzarsi, indignarsi, strapparsi capelli e sfogarsi su Twitter, Facebook eccetera, eccetera? Perchè continuare a sprecare tempo, ossigeno e inchiostro? A che pro farsi il fegato come una palla da bowling nell'individuare ogni volta tutta la serie di "orrori" arbitrali, più o meno evidenti? Praticamente, non serve a nulla. Molto più utile a tutto il calcio italiano sarebbe, invece, catalizzare l'amarezza in atti concreti, volti a ristabilire il concetto di giustizia e limpidezza nell'unico sporto al mondo dove questo non succede. E non certo per l'esistenza della Juventus, ma per l'assurda imposizione di chi governa il calcio di non aiutare gli arbitri introducendo la tecnologia in campo. E' ai Platini e i Blatter che bisogna muovere "guerra", non certo agli Agnelli, Marotta o Tagliavento. Andare, insomma, al di sotto della punta dell'iceberg.
La "goal line technology" è poco più che un "contentino", una goccia nell'oceano rispetto a tutti i casi in cui la moviola in campo si rende necessaria. Sono bastati 30 secondi a tutta Italia per dire con certezza che il gol di Caceres era da annullare per evidente fuorigioco "influente" di Chiellini. E chi sostiene che "richiederebbe troppo tempo, che a volte neanche le immagini chiariscono, che non si può interrompere il gioco ogni volta..." probabilmente, nel dirlo, ci guadagna qualcosa. Basterebbe copiare il tennis, dove ogni giocatore ha a disposizione tre richieste di aiuto tecnologico ad incontro (l' "occhio di falco"). Ed il gioco è fatto.
E' inammissibile che nel 2015, con i problemi che attanagliano il mondo intero tra crisi economica, disoccupazione, terrorismo e affini, si creino ancora polemiche sugli arbitri. Ma non sarà che qualcuno abbia interesse a che le cose restino così? Non sarà che nei palazzi di potere si faccia gli "gnorri" volontariamente per tutelare questa o quella "casta" ? Cosa deve ancora succedere per uscire dall'età della pietra in cui si è impantanato il calcio? Di questo il presidente De Laurentiis, come tutti i club che investono milioni e milioni ogni anno, deve essere stufo. Così come ormai, da anni, lo sono i tifosi, che vorrebbero solo veder concretizzato il concetto di giustizia. Almeno nel calcio. Servono atti eclatanti per far capire a chi di dovere che la misura è colma, e di certo non possono essere i tifosi a farlo. Deve partire dai club. Come? Scioperando, ammutinando, minacciando di ritirare le squadre dal campionato, facendo un sit-in davanti la sede della Fifa. Dando un segnale. In caso contrario, sarà sempre e solo INUTILE indignarsi per il Tagliavento di turno.
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