Altro che ironia, il messaggio in codice di Sarri e il doppio gesto da gran signore!

Può piacere o meno, ma Sarri è un gran signore. Avrà mille difetti come tutti, tuttavia se c'è una cosa che non gli si potrà mai contestare, questa è l'originalità.
Può piacere o meno, ma Sarri è un gran signore. Avrà mille difetti come tutti, tuttavia se c'è una cosa che non gli si potrà mai contestare, questa è l'originalità. Quando il tecnico apre bocca, raramente è banale. Forse esagera con qualche parolaccia di troppo, ma fa parte del suo carattere, del suo modo di essere schietto. Mister Maurizio è uomo di campo, lo ha sempre detto e lo ripete senza mai stancarsi, lui non ama dare al calcio significati e contenuti che non ha. Ricorda a tutti che è un gioco, uno sport, da praticare seriamente, ma senza mai dimenticare che è un veicolo sociale, un modo per stare insieme pur con la massima applicazione e serietà professionale in un quadro complessivo di sano agonismo. Alla domanda ironica di Vialli su chi comprerebbe tra Messi e Ronaldo con 120 milioni, lui ha risposto così: "Con quei soldi farei beneficenza". Una battuta apparentemente banale, ma che in codice (e forse nemmeno tanto) ci ricorda che chi può deve donare. Sarri non ama i riflettori, e soprattutto ha un grande tempismo nel rompere certi schemi per inserire contenuti. Anche lui parla di bilanci e fatturati per vincere scudetti, tuttavia è realista, detesta gli strilloni e ama essere trasversale e vicino alla gente. Come ieri, quando nella hall dell'albergo, è stato lui a chiedere l'autografo ad un tifoso "speciale" (affetto da una grave malattia) del Napoli che ha atteso per salutarlo. Chapeau, Mister!








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