Allegri prepara un Napoli "Kevin-centrico": De Bruyne il perno, Lukaku-Hojlund davanti

Il Napoli di Allegri potrebbe ripartire da un "attacco belga": il nuovo corso azzurro di Max, tra suggestioni Mondiali e un passato da riscrivere,
"Je so' pazzo", intonava Pino Daniele alla fine degli anni Settanta. Un pizzico di quella sana follia è proprio ciò che servirà a Massimiliano Allegri (secondo Sport Mediaset), ormai a un passo dal sedersi ufficialmente sulla panchina del Napoli. Nel frattempo, il tecnico livornese si gode lo spettacolo del Mondiale, da cui giungono indicazioni stimolanti: le giocate di Kevin De Bruyne e la ritrovata verve di Romelu Lukaku hanno permesso al Belgio di superare la fase a gironi. Segnali che Allegri recepisce a distanza, iniziando a dare forma nella propria mente al suo prossimo scacchiere tattico.
De Bruyne al comando del nuovo Napoli di Allegri
Il fulcro assoluto del progetto azzurro sarà proprio il talento di De Bruyne: Allegri è intenzionato a cucirgli la squadra addosso, rendendolo il regista offensivo totale. Davanti a lui, spazio ai muscoli e ai gol della coppia Lukaku-Hojlund. Per il danese si tratta di un incrocio con il destino: un anno fa il tecnico lo avrebbe voluto fortemente al Milan, ma l'attaccante scelse proprio la piazza partenopea.
Napoli, idea attacco a due con Hojlund e Lukaku
Dal punto di vista della lavagna tattica, l'allenatore toscano oscilla tra il 4-3-3 e il 3-4-3, ma senza abbandonare a prescindere l'ipotesi di un attacco a due punte. Nessun dogma prestabilito (sottolinea Mediaset): la forza di Allegri è da sempre la camaleontica capacità di adattare il sistema di gioco per esaltare i suoi uomini di maggiore qualità.
Da "allenatore in pizzeria" alla grande rivincita
Il San Paolo (oggi Maradona) è un prato che Max conosce bene, avendolo calpestato 35 volte da avversario. Ma la prima scintilla con il mondo azzurro scoccò nella travagliata stagione 1997-98. Da calciatore collezionò appena sette presenze in un'annata disastrosa, conclusa con la retrocessione in Serie B. Eppure, chi frequentava i ritiri dell'epoca racconta che Allegri pensava già con la mente del mister. Spesso, seduto ai tavoli delle pizzerie, usava bicchieri e posate per simulare schemi, movimenti e diagonali da spiegare ai compagni di squadra. Un flash del passato che fa sorridere se paragonato alla bacheca che avrebbe riempito negli anni successivi.
Quasi trent'anni fa Allegri lasciava Napoli in un momento difficile per la squadra; oggi ci ritorna da guida tecnica per riscrivere quel finale, forte di una squadra che – stando alle risposte del Mondiale – sembra già girare per il verso giusto.






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