Violenza privata e lesioni, indagati 12 ultrà genoani
Dopo i daspo le denunce: 12 gli indagati per i disordini provocati dagli ultrà del Genoa domenica scorsa al Ferraris, quando la gara col Siena venne sospesa perchè un gruppo minacciava l'invasione di campo.

Dopo i daspo le denunce: 12 gli indagati per i disordini provocati dagli ultrà del Genoa domenica scorsa al Ferraris, quando la gara col Siena venne sospesa perchè un gruppo minacciava l'invasione di campo e aveva chiesto ai giocatori di togliersi la maglia perchè "indegni" di portarla dopo lo 0-4 che stavano subendo. Sono 12, ma potrebbero diventare di più nei prossimi giorni: sono accusati di lesioni (ferito uno steward), violenza privata (costretto i giocatori a togliersi le maglie) e violazione delle norme di sicurezza sugli stadi (invaso un settore diverso da quello assegnato). Gli indagati avevano già ricevuto nei giorni scorsi il divieto di andare allo stadio per 5 anni. Al momento i daspo sono 15 e gli indagati 12 perchè gli investigatori non avrebbero ancora individuato per tre responsabilità in reati specifici.
Tra gli indagati due "capi-popolo": Fabrizio Fileni, detto Tombolone, e Pier Marco Piellizzari, conosciuto come Cobra: sono i due ultrà che più a lungo sono stati sulla copertura del tunnel dello stadio e che hanno animato la rivolta. Il Cobra è in particolare il tifoso che ha parlato con Sculli, e al quale l'attaccante ha detto: "Marco, vieni tu a togliermi la maglia perchè io non me la tolgo".
La frase è contenuta nella relazione che la Digos ha consegnato al procuratore capo Michele Di Lecce e che adesso è sul tavolo del sostituto procuratore Biagio Mazzeo che ha firmato gli avvisi di garanzia. Il gruppo degli indagati è stato identificato con foto e video allegati alla relazione. Nel rapporto presentato alla procura è scritto che "gli ultrà erano diventati una massa critica incontrollabile. La Digos scrive inoltre che "la tifoseria ha già creato problemi più volte" e vengono ricordati gli scontri durante Genoa-Milan (2 dicembre) e Genoa-Inter (13 dicembre). Quindi l'allarme per il prossimo futuro in caso di risultati non positivi: "Se la squadra non dovesse superare il momento critico i prossimi incontri potrebbero offrire spunto di ulteriore violenza".
Intanto ieri nel ritiro di Pegli del Genoa è arrivato anche il ct azzurro Cesare Prandelli che ha esordito con una battuta: "Noi portiamo fortuna". La visita era in programma da tempo e non è legata ai fatti del Ferraris. "Auguro al Genoa – ha detto il ct – che possa ritrovare presto la serenità: in bocca al lupo". Sul campo si è poi soffermato con diversi giocatori e l'allenatore De Canio ma non ha voluto parlare delle polemiche sugli ultrà. "Non mi sento di giudicare, è difficile dare giudizi. Bisognava provare a stare dentro. Posso solo dire che ogni violenza è condannabile. I tifosi hanno diritto di contestare, ma ci sono modi civili".
Fonte: Il Mattino








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