Troppe accuse al mercato del Napoli, pessimismo inutile

La società non ancora piazzato nessun colpo, ma il pessimismo che gira attorno a De Laurentiis sembra essere a tratti esagerato.
Si spera che alla fine siano in tanti a doversi ricredere e rimangiarsi quanto vanno dicendo in questi giorni. "Napoli immobile", "presidente speculatore", "società non in grado di puntare a giocatori importanti" e così via. Queste sono le accuse che sono state mosse al presidente De Laurentiis e alla società da parte di qualcuno. Ad onor del vero tali argomentazioni sono venute fuori più che altro da ambienti vicini alla tifoseria, ma anche qualche illustre personaggio non ha disdegnato di accodarsi a questo modus ponens. Probabilmente le dichiarazioni del patron azzurro il quale ha ribadito più volte di voler dare priorità assoluta alla sanità dei bilanci societari sono state erroneamente recepite come la volontà di ridurre drasticamente gli investimenti comportando una battuta d'arresto nell'evoluzione del progetto Napoli. Se questo fosse vero significherebbe che De Laurentiis sarebbe un imprenditore che basa la sua attività sul ridimensionamento delle proprie aziende anzichè sulla crescita e sull'espansione di queste ultime. Un totale controsenso. Cinque anni fa il patron azzurro investì circa una trentina di milioni rilevando il Napoli. Oggi il valore del club si è moltiplicato ed è nella posizione di poter veder aumentata a dismisura la sua importanza attraverso una gestione oculata e il graduale accrescimento del tasso tecnico della squadra. Aurelio De Laurentiis, come già detto, di mestiere fa l'imprenditore. Fare in modo che le proprie attività rendano il più possibile dal punto di vista economico è la sua mission (per dirla all'inglese). Quando decise di rilevare il Calcio Napoli dalla terza serie non fu di certo una scelta dettata da uno slancio di magnanimità o un gesto di pura filantropia. L'imprenditore De Laurentiis sapeva bene (e lo sa ancora meglio tutt'ora) che il Napoli portato ad alti livelli può diventare una macchina da soldi senza eguali in Italia e con poche realtà simili in Europa.
Alla luce di queste semplici deduzioni logiche sembra inverosimile che un'azienda dalle grandi potenzialità come lo è il Napoli calcio induca colui che ne è al vertice a mortificare tali potenzialità anzichè massimizzarne in modo esponenziale i ricavi ottenibili. Questa è una considerazione che, analizzata in modo costruttivo, dovrebbe rassicurare la tifoseria azzurra sul fatto che De Laurentiis sia il primo ad aver interesse affinchè il Napoli diventi vincente, se non per puro spirito sportivo almeno dal punto di vista prettamente economico. E' ovvio che la pianificazione (tecnicamente business plan) di un progetto di questo tipo prevede un arco di tempo necessario per essere realizzato. Come già osservato in passato l'accrescimento tecnico della squadra deve andare di pari passo con un'accorta e parsimoniosa gestione delle risorse finanziarie. Nel calcio di oggi abbiamo mille esempi di società sull'orlo della bancarotta. I tifosi hanno fame di vittorie, come è giusto che sia. Una città intera in cambio della propria infinita passione reclama soddisfazioni che appaiono sacrosante. E' altrettanto vero che in questo momento c'è bisogno di grande maturità e capacità di leggere nel modo giusto la situazione attuale. Esiste una squadra che di anno in anno sta crescendo. Esiste una società che sta gettando le basi affinchè in futuro sia una realtà economica solida e forte in grado di autofinanziarsi e collezionare di anno in anno attivi di bilancio. I presupposti per aspettarsi un futuro ricco di soddisfazioni ci sono tutti. Il pessimismo non sembra avere ragione d'essere da qualsiasi ottica si valuti la situazione. Dopodichè se c'è qualcuno che si ostina a voler sminuire e denigrare a tutti i costi il progetto Napoli potremmo pensare che esistano motivi che ci sfuggono e che non ci interessa nemmeno sapere.
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