TMW - Il Napoli cosa vuole fare? Tre casi fanno scuola, al momento...
Il Napoli invece deve capire cosa vuole fare da grande. Vincere oppure no? Continuare a inseguire i campioni, rischiandoli di perderli un'estate sì e l'altra forse?

Il Napoli invece deve capire cosa vuole fare da grande. Vincere oppure no? Continuare a inseguire i campioni, rischiandoli di perderli un'estate sì e l'altra forse? Quello che è successo con Higuain è fisiologico, ma pure i casi Koulibaly o Insigne fanno scuola. Perché entrambi chiedevano un aumento - nonché una discussione con la dirigenza in materia contratti - da un periodo più o meno lungo, ricevendo zero risposte. Un qualcosa che appare consuetudine al Napoli: questo è il grosso limite di De Laurentiis, che vuole fare tutto e non è in grado, in alcuni casi, di capire che il calcio sta vivendo di un momento di profonda trasformazione. Non può esplodere con i costi, è vero, ma non può nemmeno continuare a rimanere una provinciale che cerca di vincere il suo campionato (quello del secondo posto) sempre con le polveri bagnate. Perché l'Inter è rimasta fuori per molto tempo, mentre il Milan sta cercando di ricostruire. Si può legittimamente dire che il Napoli, al momento, vale il terzo posto ex aequo con l'Inter? Perché non si può dire che la squadra sia migliorata, al momento. E poi l'ultima grana è quella di Pepe Reina: un leader dello spogliatoio che ne ha perso un altro - Higuain - perché le mire della società non sono troppo ambiziose. Ok amare Napoli, ok sperare nell'affetto di una città, ma bisogna vincere qualcosa per sperare di trattenere i giocatori più forti. Alle volte non ci riesci neppure, come si è visto con Mario Gotze nel momento del suo passaggio al Bayern Monaco, oppure per Diego Costa dopo la strepitosa vittoria del campionato con l'Atletico Madrid, oppure... ci sono moltissimi fattori che influenzano la vita di un calciatore, la prima sono i soldi. La seconda i trofei. E a parità di soldi, sono i secondi a contare. Poi ci sono le bandiere, come Francesco Totti a Roma, ma Higuain fino ai dieci anni difficilmente sapeva cosa fosse Napoli, figuriamoci Posillipo o il Vomero. Pepe Reina invece conosce bene Barcellona, dove ha esordito nel calcio che conta. Normale che voglia tornare lì per riprendere un filo interrotto quattordici anni fa, nel 2002. Saranno tredici giorni di fuoco per la dirigenza napoletana (o meglio, per De Laurentiis), e tutti i tasselli dovranno finire al loro posto. Per fortuna non c'è un preliminare da giocare.
Fonte: Tuttomercatoweb.com
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