Suma: "Vi svelo un clamoroso retroscena su Donnarumma, era pronto il golpe Juve!"

"Quando un tormentone italico diventa nazional-popolare sfugge di mano, se ne perde il controllo. E al 18enne Gigio è accaduto: tritato e frullato come mai gli era accaduto in questi primi anni della sua vita".
Mauro Suma, giornalista vicino alle vicende di casa Milan, svela un retroscena sul caso Donnarumma nel suo editoriale su tuttomercatoweb.com: "Quando un tormentone italico diventa nazional-popolare sfugge di mano, se ne perde il controllo. E al 18enne Gigio è accaduto: tritato e frullato come mai gli era accaduto in questi primi anni della sua vita. Colpa di Raiola? Intendiamoci, di stinchi di santo nel calcio non ce ne sono, ma Raiola fa il suo: guarda i numeri e guarda i soldi. E da freddo professionista del calcio malato di grandi cifre, aveva deciso di portare il giocatore dove gli offrivano cifre molto più che stratosferiche. Proprio perchè il suo è un mondo legittimamente e obiettivamente diverso da quello dei tifosi. Per lui orgoglio, fede, appartenenza, passione e amore non esistono. Dal suo punto di vista contano solo i contratti e i numeri sui contratti. In questa vicenda, però, sono scesi in campo, dopo aver soppesato tutto e dopo aver avuto bisogno del tempo necessario per soppesarlo, la famiglia di Donnarumma e il ragazzo stesso. Hanno capito che quella del Milan, anche se inferiore del cinquanta per cento rispetto all'altra, era una super-offerta, fatta da chi aveva creduto fino in fondo nel ragazzo per farne diventare la propria bandiera. E a quel punto famiglia e giocatore hanno voluto fortemente il Milan. All'agente, secondo il quale i Donnarumma sono dei pazzi a rinunciare a quello cui stanno rinunciando, non è rimasto che abbozzare e prendere quello che restava, senza compromessi: zero clausole da 10 milioni e commissioni solo nella misura amministrativa del cinque per cento federale. A questo punto, invece che dal lieto fine Gigio verrà inseguito da due fogliettoni nazional-popolari: la maturità e il fratello. Sugli esami è stato particolarmente brava e sensibile il ministro Fedeli. Ha fatto il ministro che parla ad un ragazzo di 18 anni: non lo ha giudicato, gli ha spiegato. Chapeau. E Gigio, a Ibiza, ha letto e riletto la lettera del ministro, traendone spunto e insegnamento. Per quanto riguarda, invece, il fratellone di Castellammare, ne abbiamo già parlato settimana scorsa. E non lasciamo, anzi raddoppiamo. Visto che la famiglia Donnarumma non avrebbe lasciato solo Gigio all'estero, con lui sarebbe andato a giocare comunque Antonio. Il fratelllo maggiore avrebbe in ogni caso lasciato l'Asteras per stare con il fratello, anche senza l'accordo con il Milan per intenderci ancor meglio. E anche lui, cuore di papà e cuore di mamma nella stessa misura di Gigio, avrebbe guadagnato il doppio altrove piuttosto che al Milan. Ma, in cuor suo, papà Alfonso, che aveva sofferto il modo in cui Antonio era stato trattato quando aveva finito il suo percorso nelle giovanili del Milan anni fa, ha sempre sognato di riportarlo in rossonero. Ed è la cosa forse che in questo momento lo sta rendendo più felice. Dietro a tutto questo c'era la Juve? No, Gigio non voleva e non vuole andare alla Juve nonostante Marotta e Buffon ci abbiano legittimamente provato. Legittimamente, naturalmente, rispetto alla dittatura in corso e che le milanesi sperano di mitigare. Non sappiamo se in qualche modo Mino nostro abbia provato a tenerli buoni i bianconeri, sussurrando che alla fine avrebbe convinto il ragazzo. Non sappiamo, sono giochi delle parti che non conosciamo e nei quali non vogliamo entrare. Resta il fatto che il mercato bianconero dei portieri, dopo il summit milanese, sembra essersi rimesso in moto".







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